Tempesti e Di Mario, i capitani lanciano l'ultimo assalto all'oro

I due leader chiuderanno a Rio. Più difficile per il Settebello

Gli ultimi Giochi dei capitani. Quella di Rio sarà infatti l'ultima Olimpiade di Tania Di Mario e di Stefano Tempesti, entrambi classe '79, capitani e atleti più rappresentativi del Setterosa e del Settebello, pronti a recitare un ruolo da protagonisti in un'edizione dei Giochi che, va detto, non ci vede favoriti nella corsa all'oro ma che è aperta qualsiasi scenario.

Più complicato il percorso per gli uomini, di recente poco spigliati quando la palla pesava, ma che sono riusciti al momento giusto, a pochissimi secondi dal termine, a siglare la rete decisiva ai fini del pass per il Brasile. A Rio, non ci arriveremo da numeri uno, ma partiamo con ambizione. «La Serbia spiega Tempesti resta la favorita. Dietro, tante squadre possono finire sul podio oppure decima o undicesima». Ogni possesso palla, ogni partita, potrebbe essere decisivo e sarà fondamentale per il Settebello, che ha pescato un girone di ferro con Croazia, Francia, Montenegro, Spagna, Stati Uniti, vincere le battaglie in acqua. Superato l'ostacolo del raggruppamento (passano le prime quattro), bisogna evitare ai quarti proprio i serbi: in tal caso, l'obiettivo degli uomini di Campagna di raggiungere la semifinale si farebbe più concreto. «I risultati della prima fase contano fino ad un certo punto. Noi quattro anni fa a Londra avevamo giocato male, eppure alla fine raggiungemmo la finale» ricorda il portiere della Pro Recco, che in realtà ha rischiato davvero di non essere presente a questi Giochi. Alla vigilia dell'appuntamento a cinque cerchi l'Albatross di Prato, secondo pallanotista italiano della storia a quota cinque Olimpiadi (« e magari arrivo a sei...»), ha dovuto affrontare un'operazione a un occhio per il distacco della retina. Ma il Settebello non poteva fare a meno del suo condottiero. «Ho un sogno - dice il 37enne del Recco - e non posso rinunciare». Un sogno d'oro, olimpico, che manca all'Italia al maschile da ventiquattro anni. In vasca, in quel di Barcellona, c'era l'attuale ct del Settebello, Sandro Campagna, che ha sfiorato a Londra il successo ottenuto da giocatore.

Un trionfo che, a differenza degli uomini, può vantare Tania Di Mario. Lei, romana di nascita e catanese di adozione, è il simbolo della continuità di quel Setterosa d'oro ad Atene 2004. L'attaccante laziale è rimasta l'unica giocatrice di quell'impresa azzurra. Non a caso, le ragazze di Fabio Conti si aggrappano alla loro fuoriclasse, che disputerà a Rio la sua quarta e ultima Olimpiade prima di diventare mamma. «Il segreto della longevità e dei successi? Più che le vittorie risponde Di Mario - sono state le sconfitte a farmi diventare l'atleta che sono oggi. Quello che mi ha segnato di più è stata la mancata qualificazione a Sydney 2000, perché senza quella profonda delusione non avremmo mai potuto vincere 4 anni dopo». Quest'anno, comunque, non sarà così facile ripetersi. «Ma siamo tra le cinque squadre che si giocano le medaglie».