«A Tevez ho detto: qui il derby conta più che a Manchester»Parla Marchisio, «killer» dei granata

Torino Se il Toro non segna un gol nella stracittadina da undici anni, Claudio Marchisio da solo ne ha realizzati tre e ha nella squadra granata la sua vittima preferita: ce ne sarebbe abbastanza per dichiarare la stracittadina troppo sbilanciata, ma è lo stesso numero 8 bianconero a predicare calma. «È bello arrivare al derby con la classifica che dice che siamo più vicini dell'anno scorso. Loro sono partiti bene e hanno un super Cerci, dovremo davvero fare molta attenzione. Per me si tratta sempre di un match particolare: mio suocero ha fatto la Primavera nel Torino e mia moglie simpatizza per il granata ma, avendo un marito che gioca nella Juve, non può certo tifare per i cugini». Avanti, comunque. Anche perché la concorrenza fila che è un piacere: «Ci servono più determinazione e cattiveria, le avversarie sono migliorate e dopo due anni di nostro dominio hanno ancora più voglia di toglierci lo scudetto. Tutto questo deve darci la sveglia. La Roma? Mi piace. E la mano di Garcia si vede moltissimo».
Domani Marchisio («credo di avere perso l'ultimo derby nella Beretti») dovrebbe essere ancora al suo posto e il turnover, visto lo stato di grazia di Pogba, potrebbe riguardare Pirlo: in attacco si va invece verso la riproposizione della coppia Vucinic-Tevez. «Lo spirito di Carlitos è quello che noi dobbiamo ritrovare. Vedere lui è come vedere noi al primo anno di Conte. In questi mesi ci giochiamo il passaggio del turno in Champions, ma non solo: a Natale vogliamo essere in testa alla classifica. Dobbiamo sbagliare il meno possibile e comunque a Tevez abbiamo spiegato che il derby di Torino vale più di quello di Manchester: lo dice la storia». E lo dice uno che faceva il raccattapalle quando Salas calciò alle stelle un clamoroso rigore: «Sorridendo, dico che mi piacerebbe anche vincere con un gol in fuorigioco al novantesimo. E applaudo a come si è comportato il Chievo mercoledì sera: in un calcio sempre più esasperato, hanno dato una bella lezione a tutti». Toro, Galatasaray e Milan nell'ordine: sbagliare non si dovrebbe mai, «ma così su due piedi dico che non possiamo fallire l'appuntamento con i turchi: la Champions non dà tante possibilità per recuperare mentre il campionato, essendo più lungo, sì».