Thomas-Froome, è Sky show. E Nibali lo paga a caro prezzo

Tappa e maglia gialla al gregario di lusso dell'inglese. Staccato di 59 secondi il siciliano che però è quarto in classifica

La sensazione è che ieri si sia vissuto una giornata di liberi tutti, di ricreazione, ma da oggi si torna nei ranghi: tutti in fila alle spalle degli Sky.

L'impressione è che i britannici facciano un po quello che vogliono, quando vogliono e come vogliono. Alla faccia del ciclismo Formula noia, che tutto livella e appiattisce. Ieri gli uomini di Froome hanno controllato fin quando hanno voluto e potuto. Poi, prima di essere attaccati, a scanso di equivoci hanno attaccato. Il risultato è stato esaltante quanto disarmante: primo il gallese Geraint Thomas, gregario di lusso che giura fedeltà al proprio re. «Io sono qui per Chris (Froome, ndr) - ha ribadito - e se mi dicono che devo aiutarlo, io non mi tiro indietro». Intanto il gallese è avanti. Nella generale ha 1`25" di vantaggio su Froome e 1`44" sull`olandese Tom Dumoulin, che ieri è stato fantastico chiudendo la tappa al secondo posto, alle spalle del gallese e davanti al sudafricano bianco. Quarto un ottimo Damiano Caruso, in cerca di gloria tutto il giorno, mentre il nostro Nibali non ha certo vissuto una delle giornate più esaltanti. Se si guarda al bicchiere mezzo pieno, per il siciliano c`è il 4° posto in classifica generale. Se si guarda la parte vuota, c`è un 9° posto di tappa, tanta fatica e un ritardo di 59" da Thomas e 39" dalla coppia Dumoulin-Froome. «No, il caldo non mi ha fatto assolutamente soffrire - ha detto visibilmente provato e deluso il siciliano -, ma il ritmo imposto dagli Sky sì. Quello si è fatto sentire, sull`ultima salita di giornata siamo andati davvero a tutta, e non è stato assolutamente facile mantenere quel ritmo. Ad un certo punto sono andato in debito e ho dovuto alzare un po` il piede dall`acceleratore, perché stavo andando fuori giri. Sì, è vero, sono riuscito a limitare i danni, e sono arrivato con Bardet, Quintana e Roglic, ma ormai il danno era fatto». Cercano di dargli una prospettiva, di risollevargli il morale: il Tour è ancora lungo, ci sono ancora tante tappe... Ma il fuoriclasse italiano non raccoglie, e chiude con un laconico: «Si certo, è ancora lungo, ma non so nemmeno io...». Dovrà dormirci sopra Vincenzo, e metabolizzare una giornata difficile, nella quale però sono in tanti ad aver pagato dazio. Paga Landa (arriva a 1`47"), al pari di Zakarin (1`58"), Valverde (3`30"), Fuglsang (3`53"), Bob Jungels (4`42"), Mollema e Majka (11`29"), oltre al malconcio Uran (26`07"). Sarà anche un ciclismo Formula noia, fatto di telemetrie e watt, frequenze e "marginal gains", ma quando c`è da pestare e dare spettacolo i corridori riescono ancora a far sussultare i cuori. Basta volerlo, come ieri alla Rosiere. Il problema è che a volerlo più di tutti sono sempre loro: quelli del team Sky, che hanno fatto della cura dei dettagli e della programmazione non solo un credo, ma anche una filosofia e uno stile di vita. Ieri hanno dato l`impressione di giocare, di essere di un altro pianeta e in un`altra dimensione: ed è questa la cosa più sconsolante. È chiaro che il Tour non è finito: Parigi è ancora lontana. Oggi c`è l`Alpe d`Huez da scalare, e poi ci sono ancora i Pirenei. Però lo strapotere del team di sir Dave Brailsford non incoraggia. Si gioca per il secondo posto? Intanto libero c`è solo un gradino, il terzo. Vincenzo avrà il suo bel daffare. Non è lontano, ma Dumoulin sta andando piuttosto forte. Forse pagherà, come pensa e dice Thomas. «Ha fatto tanta fatica al Giro, e secondo me è in calo. Froome no, lui è abituato». Anche Vincenzo, in ogni caso, ha un`abitudine: non si dà mai per vinto. Sa che per battere quella corazzata che batte bandiera dell`Union Jack occorre pazienza e costanza. Sa che non deve guardare né a ieri o all`oggi, ma al domani. Che è poi già oggi.