Tocca al Milan inseguire ma al Napoli il ribaltone

Galliani: "Gli uomini ci sono, non ci sentiamo orfani di Balotelli". Mazzarri cerca sicurezza Champions e prima vittoria con una grande

La rivalità con l'Inter e la polemica con Paolo Bonolis possono attendere. «Se sentirò Moratti? È tanto che non lo sento ma ci risentiremo sicuramente» è la risposta con cui Adriano Galliani ha riposto nel cassetto il velenoso derby. Così come ha disinnescato la mina vagante Balotelli («il ricorso è pronto, è un tema caldo, meglio stare zitti») e il suo prossimo ritorno a Firenze («lo farò, ci mancherebbe, magari con qualche persona in più di scorta, non mi faccio certo spaventare») su cui Montella si disimpegna in una battuta fuori luogo («l'importante è che la scorta la paghi lui!»: non sa, perché disinformato, che il famoso esponente della sicurezza colpito all'occhio in tribuna d'onore fa parte dell'agenzia addetta alla sorveglianza di Milanello, dal 1° marzo la scorta della Polizia decisa dal prefetto Lombardi è stata sospesa). Meglio dunque dedicarsi al Napoli e alla sfida che vale quasi uno scudetto. Già perché la differenza tra arrivare secondi (qualificazione alla fase tradizionale della Champions) e terzi (qualificazione legata al preliminare) non è di poco conto: più che i milioni in ballo, sono i tempi e l'organizzazione della stagione. È vero: gli scaramantici non mancano di ricordare che nel 2003 la prima Champions di Ancelotti arrivò proprio partendo dai preliminari.

«È il momento chiave del torneo» la sintesi di Galliani che ha il dovere di dimenticare per qualche giorno Balotelli e gonfiare le ruote di Pazzini, deputato alla sostituzione. «Non lo considero una riserva, è uno stratitolare, non ci sentiamo orfani, abbiamo ottimi attaccanti come El Shaarawy, Robinho, Bojan» la conta dell'ad rossonero che chiama a raccolta il meglio della rosa per preparare il trittico che fa tremare i polsi di Allegri e soci. Il primo cliente è il Napoli che questa volta sconvolge gli schemi soliti e bussa alle porte di San Siro col proposito dichiarato di vincere finalmente una sfida col Milan (quella con l'Inter venne incassata l'anno scorso) e mettere al sicuro il secondo posto. Non solo ma l'occasione è propizia per cancellare un buco nero della stagione attuale: a parte i due pareggi fuori casa con Fiorentina e Lazio, il Napoli ha avuto sempre viaggi tormentati con Inter e Juve mostrando una fragilità che può essere solo di personalità e non certo tecnica. Mazzarri, che non è certo un temerario nelle virgolette, è stato perentorio. «Dobbiamo preparare presentarci a Milano con l'idea di imporre il nostro gioco e vincere» il suo dettato. Seguito a stretto giro di twitter dalla dichiarazione di De Laurentiis, il presidente. «A San Siro col petto in fuori» così ha suonato la carica. Ecco allora la vera novità della sfida. É il Napoli, questa volta, e non il Milan a coltivare propositi bellicosi: col pareggio di Firenze, infatti, la suggestiva idea rossonera di un possibile sorpasso in caso di successo è sfumata via col mancato rigore su mani di Roncaglia. «Serve umiltà» l'appello di Behrami che forse ha colto qualche volo pindarico di troppo.

Come nelle migliori tradizioni, Milan-Napoli è una chiamata per El Shaarawy e Cavani, un tempo fianco a fianco nella classifica degli specialisti e adesso invece staccati da una frattura molto sensibile. Merito del risveglio del fuoriclasse uruguagio e del lento recupero del piccolo faraone che all'andata stregò il pubblico napoletano cogliendo un paio di pepite. Il ragazzo con la cresta può scrollarsi di dosso la famosa etichetta di subire l'influsso, negativo, di Balotelli. Le cifre e le date smentiscono in modo clamoroso questo luogo comune. Balotelli è arrivato a Milanello il 31 gennaio, ultimo giorno di mercato e ha cominciato a giocare a febbraio contro l'Udinese. Bene, già a gennaio El Shaarawy aveva cominciato a rallentare: un solo gol, a Bergamo. Altrettanto nelle settimane successive, con Balotelli al fianco: un solo gol, nel derby di ritorno. Cavani invece ha rimesso la spiena ed è lui capace davvero di marcare la distanza rispetto alla concorrenza. Da quando ha ripreso a far gol, nella notte di Torino, il Napoli ha riacquistato sicurezza e passo da vice-capolista. Poi c'è Pandev che gli ha fa da scorta in modo molto efficace. Perciò Galliani ha chiamato a raccolta tutti i “riservisti” dell'attacco rossonero rimasto senza il suo diamante Balotelli. Per questo ieri Mazzarri ha spiegato bene ai suoi come cambierà il gioco del Milan con Pazzini. Tutti faranno i conti anche con Rocchi, l'arbitro della sfida che sarà salutato dai soliti sospetti: una volta ha fatto ammattire Mazzarri per un rigore dato al Milan (mano di Aronica), una volta ha avvelenato la serata dei morattiani portando in area un fallo avvenuto fuori.

Commenti

viento2

Sab, 13/04/2013 - 10:33

DE.L a S Siro col petto in fuori pronti x l'esecuzione sportiva ,sarà comunque una bella sfida e speriamo senza code polemiche

viento2

Sab, 13/04/2013 - 14:03

il Napoli è fritto x domenica sera segna Niang

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Dom, 14/04/2013 - 08:45

Tutto OK ma il Milan arriverà quarto. Così han deciso i burocrati della federazione, una masnada di parassiti che guardano più alla politica che allo sport. Due anni fa tentarono di far perdere il Milan con tre giornate a Ibra e non ci riuscirono, l'anno scorso furono sei e ci riuscirono. Quest'anno la farsa dei miserabili si ripete. Gli eroi di calciopoli non han nient'altro da fare tanto i milioni ce li mettono i club ed il baraccone non chiude, per ora. FGCI, UEFA e FIFA sono tre organizzazioni che con lo sport non han niente a che fare, vendono un prodotto che non gli appartiene e non promuovono un bel niente. Sono dei mangiasoldi inetti e ladri, sarebbe l'ora che qualcuno cominciasse a parlare di leghe. Chi mette i soldi si siede al tavolo, il cartaio al massimo prende la mancia.