"Il mio sogno? Portare l'isola di Tonga alle olimpiadi invernali"

Kasete Skeen, 34 anni si allena sulle piste di Pampeago in Val di Fiemme: si è qualificato ai Mondiali di St.Moritz ma l'obbiettivo è partecipare alle Olimpiadi invernali 2018 in Corea del Sud

Lo hanno soprannominato “ll Tomba del Tonga”, ma Kasete Naufahu Skeen, 34 anni, fa sul serio perché ha un sogno sportivo in testa e si sta impegnando per coronarlo: vuol essere il primo sciatore a portare ai Giochi invernali olimpici che si terranno nel 2018 a Pyeongchang, in Corea del Sud, la bandiera del Regno di Tonga, arcipelago della Polinesia. Poco più di 100mila anime, mare e spiagge da sogno, palme, pesci, barriere coralline e niente neve, ovviamente, nelle 173 isole che lo compongono di cui solo una cinquantina abitate. Una storia che ne ricorda altre, come quella della squadra di bob della caraibica Giamaica che nel 1988.

Così Kasete Naufahu Skeen si allena dal 10 gennaio si allena, seguito dall'ex tecnico azzurro Hermann Aigner, sulle piste da sci della Val di Fiemme, in Trentino, come aveva fatto Kwame Nkrumah-Acheampong, il "Leopardo delle nevi" del Ghana che si preparò sulle stesse piste dolomitiche per qualificarsi ai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 e Vancouver 2010, con il sostegno dell’Azienda per il turismo Val di Fiemme e dell’azienda Vist. E che Kasete faccia sul serio lo dimostra il fatto che una prima impresa l'ha fatta: si è qualificato ai Campionati Mondiali di Sci Alpino che si terranno a St. Moritz, in Svizzera, dal 6 al 19 febbraio.

Nato nel 1982 a Londra da padre tongano e madre inglese, Kasete ha messo gli sci per la prima volta a 12 anni, a Kitzbüel. Ma il suo sogno sportivo è decollato quando la Fis, nell’ultimo congresso, ha riconosciuto il suo Paese fra i propri affiliati. Affiliazione partita dalla decisione presa da re Tupou che nell’estate 2014 ha fondato la Royal Tonga Ski Federation in vista dei Giochi in Corea del Sud: scintilla partita dai Giochi invernali di Soči 2014 dove il Tonga aveva debuttato in una disciplina invernale con lo slittinista Fuahea Semi, detto Bruno Banani.

Lo scorso settembre Kasete ha lasciato il lavoro di manager all’Opera Holland Park di Londra per trasferirsi sulle Alpi e la Val di Fiemme lo ha ospitato per allenarsi a Pampeago, fra i 48 chilometri di piste dello Ski Center Latemar, ed è stato sponsorizzato dalla Vist, azienda di attrezzatura tecnica per lo sci e il tempo libero di Caldaro che è fornitore agonistico della Federazione Russa di sci, delle squadre bulgara, ucraina, del Tonga e della slalomista slovacca Veronika Velez-Zuzulovà ed ha anche sostenuto Kwame Nkrumah-Acheampong che ha ispirato la linea “Snow Leopard”.

Kasete Skeen ha già raccolto oltre 7300 sterline con una campagna di crowfunding dove si è presentato così: "Il mio nome è Kasete Naufahu Skeen. Sono uno sciatore tongano. Tento di qualificarmi per le Olimpiadi invernali 2018 a Pyeongchang. Se conoscete il paradiso tropicale del Tonga, questo potrebbe sembrarvi assurdo. Vi sembrerebbe ancora più improbabile, se mi aveste conosciuto sei mesi fa. Ma tutto questo è reale e sta accadendo. Come potete immaginare, non sono uno sciatore esperto. Non sono nemmeno uno sportivo. Fino a sei mesi fa fumavo, bevevo troppo, mangiavo male. Ma da quando coltivo questo sogno ho iniziato una profonda trasformazione. Ho smesso di fumare. Ho iniziato ad allenarmi. Ho perso 25 chili e sto rivoluzionando le mie abitudini alimentari. Lo scorso settembre ho lasciato il mio lavoro come manager di un festival molto conosciuto nel Regno Unito, l’Opera Holland Park Festival di Londra. Mi sono così trasferito in Italia per dedicarmi alla preparazione atletica. Sono determinato ad avere successo".

E racconta: “Ho iniziato a sciare durante una gita scolastica in Austria ed ho imparato velocemente ma poi, vivendo a Londra, le opportunità di praticare questo sport si sono diradate. È passato molto tempo prima di poter indossare di nuovo un paio di sci. Devo ringraziare la mia ragazza, Anna, e la sua famiglia perché mi hanno convinto a riprendere a sciare in Svezia, dove vivono, e mi hanno fatto innamorare di nuovo di questo sport”.

Una svolta radicale, anche come stile di vita: “Prima lavoravo nei teatri nell’ambito delle produzioni operistiche – racconta -. I musicisti, spesso impegnati in concerti ed eventi, tendono a svegliarsi tardi. Con loro, facevo sempre le ore piccole. Adesso è il contrario: mi sveglio all’alba per allenarmi e la sera vado a dormire presto. Voglio essere disciplinato e attento alle mie condizioni fisiche”.

Una svolta radicale, anche come stile di vita: “Prima lavoravo nei teatri nell’ambito delle produzioni operistiche – racconta -. I musicisti, spesso impegnati in concerti ed eventi, tendono a svegliarsi tardi. Con loro, facevo sempre le ore piccole. Adesso è il contrario: mi sveglio all’alba per allenarmi e la sera vado a dormire presto. Voglio essere disciplinato e attento alle mie condizioni fisiche”. Se guardi oltre i limiti della cultura alla quale appartieni, come ad esempio il fatto di sciare per un cittadino di Tonga, tutto è possibile. Amo le montagne, amo la neve. E vorrei anche essere di esempio, non solo come sportivo, perché in Tonga ci sono grossi problemi di diabete e di salute, provocati da una alimentazione sbagliata. L’aspettativa media di vita si sta abbassando sia per colpa della dieta base, sia per le condizioni di vita povere. Questa esperienza può insegnare i miei connazionali a prendersi cura della propria salute”.

Fino a oggi un solo tongano è riuscito a salire su un podio olimpico. Nel 1996, Paea Wolfgramm ha conqistato la medaglia d’argento nella boxe (pesi super massimi) ai Giochi Olimpici estivi di Atlanta.