A Torino tragedia sfiorata Crolli e panico: 200 feriti

Cede una ringhiera tra i tifosi davanti agli schermi Tutti in fuga per paura di una bomba. Ed è l'inferno

Marcello Di Dio

Festa rovinata a Cardiff: facce scure e lacrime dei giocatori, lo sconforto dei tifosi. Ma la festa era già stata rovinata anche in piazza San Carlo a Torino, dove era stato allestito un maxischermo. Tutta colpa, pare, di un cedimento della ringhiera di una scala di accesso al parcheggio sotterraneo della piazza che ha rotto una vetrata e che ha innescato il fuggi fuggi generale. Qualcuno avrebbe gridato «Bomba, bomba» e centinaia di persone sono scappate togliendo le transenne.

Tanta paura e alla fine un bilancio di almeno 200 persone bisognose di assistenza sanitaria, con due codici rossi. Tutti travolti dalla calca di gente che si stava allontanando. Da segnalare, inoltre, che nei momenti di panico ci sono state persone che hanno smarrito amici o parenti e un soccorritore li ha aiutati nelle operazioni di ricerca scandendo i loro nomi con un megafono. In terra sono rimaste scarpe, borse e altri oggetti, i tavolini dei locali rovesciati sotto i portici, sciarpe della Juve abbandonate tra le bottiglie di plastica. E anche tracce di sangue sulle tovaglie e sui marmi dei pavimenti.

Oltre dieci le ambulanze accorse sul posto con la questura che sta visionando le immagini delle telecamere della zona per ricostruire i fatti. E come accaduto due anni fa, Napoli ha festeggiato il ko della Juve con trombette e fuochi d'artificio. «Mando il mio messaggio di solidarietà a tutti i tifosi. Il mio auspicio è di invitarli a Kiev (sede della finale Champions 2018, ndr) l'anno prossimo - così il presidente bianconero Andrea Agnelli -. Per quanto riguarda la gara, dobbiamo guardare al percorso di questi sette anni. Attraverso il lavoro e la programmazione abbiamo raggiunto una consapevolezza totale e l'anno prossimo dovremo andare in campo ancora più cattivi di come abbiamo fatto finora. In tutti noi c'è la volontà di migliorarsi, di crescere sapendo che questa è una competizione in cui se sbagli anche solo 15 minuti non arrivi ad alzare il trofeo. Il secondo tempo? Non è mio compito commentare gli aspetti tecnici. Io giudico l'annata che ci deve rendere orgogliosi, ma al tempo stesso questo finale ci deve dare ancora più cattiveria, questa sconfitta ci deve dare ancora più stimoli». Agnelli ha voluto abbracciare uno per uno i calciatori al termine della gara. «Ho detto loro che devono ripartire con la cattiveria di sempre. In questi momenti tutti devono sapere che hanno il mio appoggio e che sono orgoglioso di loro per la stagione fatta. Ora ci ritroveremo con lo staff dirigenziale e valuteremo cosa dovremo fare l'anno prossimo per colmare questo gap, ma dico anche che se questi sono i problemi, c'è chi sta peggio di noi».