Ci vuole un super Balotelli per salvar la faccia al Milan

Due reti straordinarie e due sfiorate: "Ma subiamo gol ad ogni contropiede...". Una difesa distratta fa rischiare la sconfitta. Kakà si danna con SuperMario

Il Milan perde il pelo ma non il vizio. Il vizio antico e micidiale di farsi infilare, come pollo allo spiedo, da qualsiasi attacco. Persino da quello del Livorno, a secco da tre giornate addirittura. E per sua fortuna Mario Balotelli sta scaldando il turbo recuperando lo smalto dei giorni migliori. Firma due gol Mario, in apertura e in chiusura, una volta gli si oppone con un prodigio Bardi, suo commilitone nella primavera interista, una volta salva la vita al Livorno la traversa che respinge un bolide imprendibile, su punizione spettacolare il 2 a 2 di Mario che dedica l'impresa balistica alla curva dei tifosi. Perfetto il commento del bomber alla fine, sembra quello di un critico lucidissimo: «Dobbiamo stare più attenti perché ogni volta che organizzano un contropiede prendiamo gol». Verissimo. Lui e Kakà si dannano per tutta la partita per arrivare al gol, e dietro impiegano niente per farsi raggiungere. Due volte il Livorno apparecchia le sue offensive e due volte trova delle praterie davanti a Siligardi e Paulinho, i due attaccanti schierati da Nicola per la serata, autori dei sigilli toscani. Nel primo caso Mexes lascia spazio vitale (e Gabriel si fa rimbalzare davanti al braccio colpevolmente il pallone) al rivale, nel secondo Zapata sbaglia completamente la posizione e così il Milan, sgabbiato in vantaggio sull'asse Kakà-Balotelli, si ritrova addirittura sotto in avvio di ripresa. Pensate: a Catania, una settimana prima, la difesa avvitata su Bonera e Silvestre, due rincalzi, resiste bene, a Livorno con la coppia centrale titolare, invece affonda penosamente e su due azioni non proprio irresistibili. Segno che mancano attenzione, tensione giusta, oltre che cattiveria da parte di queste sentinelle che continuano a rappresentare il tallone d'Achille dello schieramento rossonero. Forse è meglio il recuperato Bonera.

I gol, dall'attacco, arrivano puntualissimi: 23 fin qui. Sono quelli subiti, stessa cifra, 23, che inquietano e condannano il Milan a restare nelle retrovie di una classifica che non conosce il colpo d'ala. Tutte le volte che se ne parla, a Parma, per esempio, a Livorno, il passo indietro. Gabriel c'entra fino a un certo punto. La sua presenza, a sorpresa, è solo una precauzione dovuta alla salute ballerina di Abbiati: meglio non rischiarlo visto che il giovane brasiliano non è iscritto nella lista Champions.
Riprende a brillare la stella di Balotelli, che salva la compagnia da un'altra umiliante sconfitta, si oscura invece quella di Kakà, forse affaticato e spentosi dopo quella partenza magica, con il dribbling stretto e il cioccolatino servito su un vassoio d'argento a Mario appostato sul secondo palo, solo soletto, e perciò trascurato da Ceccherini. Non aiutano né offrono un particolare contributo El Shaarawy e Niang arrivati dalla panchina per rispondere all'acciacco di Birsa e all'inutilità di Nocerino, uno che non riesce mai a trovare né la posizione giusta né la giocata scolastica. Mentre il faraone risulta frenato da un colpo al ginocchio, Niang si ritrova sul piede giusto la palletta che può rimettere sul binario giusto il risultato. E invece il destro sbilenco è una condanna tecnica del francese: anzichè fare progressi è un gambero. Poi ha un contenzioso aperto con il gol che fa a pugni col mestiere di attaccante esterno: zero reti in campionato! Meglio, molto meglio il ritorno di De Sciglio: si vede che ha altro passo, altra cifra tecnica, altra sicurezza. Così si ferma ancora il Milan, un pareggio dopo due vittorie di fila. Per risalire serve una striscia di successi, meglio perciò abbandonare ogni progetto di rimontona o rimontina. Il Livorno è da ammirare per il coraggio avuto nel momento più complicato, sullo 0 a 1 cioè. E anche per la trovata di Nicola: accorciare Siligardi e lanciare Paulinho in profondità. Elementare, Watson. Se gioca sotto ritmo, il Milan non fa paura a nessuno. Neanche al Livorno di questi tempi. Figuriamoci all'Ajax con cui si gioca la qualificazione agli ottavi di Champions. Certo, può bastare anche un pari. Ma questo Milan non dà garanzie.


Marcatori: 7' pt e 38' st Balotelli, 26' pt Siligardi, 13' st Paulinho.

Livorno: Bardi; Schiattarella, Coda, Emerson, Ceccherini, Mbaye (47' st Lambrughi); Biagianti, Luci, Duncan (49' st Rinaudo); Siligardi (31' st Greco); Paulinho. All. Nicola.

Milan: Gabriel; Poli (31' st De Sciglio), Zapata, Mexes, Emanuelson; Montolivo, De Jong, Nocerino (15' st Niang); Birsa (39' pt El Shaarawy), Kakà; Balotelli. All. Allegri.

Arbitro:Guida. Ammoniti: Biagianti, Coda, Emerson, El Shaarawy, Paulinho, Mexes, Mbaye. Spettatori: 15.706, incasso 252.096,31 euro.