Il Toro da corsa finisce incastrato

Granata spenti, stesi da un capolavoro di Castro. Verona città stregata: Ventura lascia qui 5 punti su 6

Stregato Bentegodi per il Torino che dopo i due punti lasciati con il Verona ne perde addirittura tre contro il Chievo. Cioè tutto quanto lasciato per strada finora in campionato. Giulietta deve avere un conto aperto con i granata che per loro fortuna da qui alla fine del campionato non dovranno più farle visita. Intanto incassano la prima sconfitta del campionato, per la prima volta restano a secco, perdono il secondo posto, scivolando addirittura al quarto dove proprio i Mussi Volanti li agganciano. Tutto in una notte che si rivela stellata per il Chievo che dopo aver strappato un punto alla Juve e fatto soffrire l'Inter, dà continuità al suo ottimo avvio di stagione che conta già 10 punti.

Le due rivelazioni di questo inizio di campionato si annullano per i primi quaranticinque minuti. Maran, squalificato e sostituito in panchina da Maraner, fa turnover, mentre Ventura è fedele al motto «squadra che vince non si cambia». Soprattutto se si è saliti fino al secondo posto. Quindi rispetto alla Sampdoria fuori solo Belotti e dentro Martinez. La differenza non si vede, anzi il venezuelano va a pestare i piedi a Quagliarella. Partita bloccata, andamento lento e quindi solo le accelerate di Bruno Peres raccontano gli unici spunti degni di nota di un primo tempo in cui le difese la fanno da padrone, perché i due allenatori finiscono per annullarsi tatticamente. Una fiammata dopo una manciata di minuti dell'intervallo sembra la scossa buona per la partita: Paloschi impegna Padelli, dall'altra parte sul cross basso e teso di Molinaro che attraversa lo specchio della porta restano tutti a guardare.

La prima mossa è del Chievo: cambio tra due ex granata con Meggiorini per uno spento Pellissier. Speculare la risposta di Ventura con Belotti per l'evanescente Martinez. Sfiora la prodezza in rovesciata Meggiorini che subito dopo si rifà mandano in porta Castro con una perfetta torre sulla trequarti: bravissimo l'argentino a battere con un destro Padelli. Giusta ricompensa per avere comunque provato di più rispetto al Torino nell'arco della gara. Perché i granata hanno presentato la controfigura della squadra ammirata fino a ieri sera. Non paga la scelta di non fare turnover, in più nel finale si fa male Bruno Peres.

Eppure le motivazioni erano dalla parte della squadra di Ventura: entrare nella storia granata con cinque risultati utili nelle prime cinque giornate, impresa mai centrata nemmeno dal Grande Torino e da quello dell'ultimo scudetto. Invece si ferma sul più bello, quando Verona avrebbe potuto rappresentare un trampolino di lancio, perché da qui alla sosta il Torino avrebbe avuto anche un calendario favorevole. Invece il Chievo ha spento sul nascere qualsiasi pensiero in grande.