Toro e Parma vista Europa Di Natale affonda il Livorno

Nel giorno del 65° anniversario della tragedia di Superga, il Toro si regala tre punti pesanti nella corsa per l'Europa. «Ma non è un successo decisivo, dobbiamo ancora sfidare Parma e Fiorentina», così Ventura dopo il successo in casa del Chievo e prima di salire sul charter che condurrà i granata a Torino per la cerimonia per l'evento luttuoso del 4 maggio del 1949.
Al Bentegodi decide un autogol di Sardo, ma l'atteggiamento timoroso del Chievo (difesa a 5 per contenere le iniziative offensive del duo granata Cerci-Immobile) e il rosso a Pellissier rende legittima la vittoria del Toro mentre la terza sconfitta di fila dei clivensi non li mette al sicuro. «Abbiamo approcciato bene la partita - osserva il tecnico Corini -, la gara era in equilibrio fino alla sfortunata autorete. È un periodo no, ci gira tutto storto. L'espulsione di Pellissier mi è sembrata esagerata (anche se il fiscale Celi ha punito la reiterata protesta del calciatore, ndr). I fischi dei tifosi? Mi interessano poco, conta salvare il Chievo».
Importante anche la vittoria del Parma: i gol dell'ex Cassano (che non festeggia in rispetto del club e dei tifosi blucerchiati) e di Schelotto - ammonito per l'eccessiva gioia - piega una Samp appagata e continua a coltivare il sogno europeo, come aveva chiesto alla vigilia Donadoni. A questo punto sarà decisiva la sfida spareggio in trasferta con il Torino. «La squadra vuole ancora lottare nonostante una stagione nella quale ha speso tante energie. Quella di domenica sarà una finale, darò ai ragazzi due giorni di riposo per ricaricare le batterie», così l'allenatore degli emiliani.
Il sorprendente poker del Catania riapre i giochi salvezza. I siciliani lasciano l'ultimo posto in classifica al Livorno, che ora sembra quasi spacciato. Incredibile la partita dei labronici a Udine: vantaggio con una punizione di Paulinho, bravo anche a pareggiare il conto dopo il sorpasso dei friulani che avevano pure sbagliato un rigore con Di Natale - tiro parato dal portiere Anania, sostituto dello squalificato Bardi -, poi il crollo nel finale di primo tempo siglato dall'attaccante friulano (doppietta che gli fa superare Signori e Del Piero nella classifica dei marcatori di A). «È un patrimonio del nostro calcio, da custodire con molta attenzione - si coccola il suo gioiellino Guidolin -. Deve arrivare ai 200, una quota in cui arrivano in pochissimi. Se smette è da corrergli dietro con il fucile...». «Il paradosso è che 22 dei 25 punti li abbiamo fatti con le ultime cinque del campionato. Non basta per pensare di salvarsi, il problema è che abbiamo subito 74 gol, ma lotteremo fino alla fine», così il tecnico del Livorno Nicola. Finisce senza reti Genoa-Bologna, con i felsinei che fanno un piccolo passo avanti: in questo momento sarebbero salvi ma devono attendere Fiorentina-Sassuolo di domani.