Toro-Lazio, pari spettacolo che scontenta tutti

Recriminano sia i granata che gli ospiti: Mihajlovic per il gioco, Inzaghi per il rigore finale

Domenico Latagliata

Hanno da recriminare entrambe, Torino e Lazio. E allora il pareggio (2-2) accontenta (o scontenta) tutti: i granata perché, a livello di gioco espresso e di possesso palla, avevano dominato il primo tempo; i laziali perché sono stati raggiunti in pieno recupero da un rigore forse un po' generoso.

La classifica rimane però clemente con entrambe le formazioni, tuttora in zona Europa League: meglio allora guardare avanti e lavorare. Certo, per i granata di Mihajlovic (molto polemico alla fine, soprattutto a proposito di un presunto rigore su Barreca) le cose si erano messe bene, sulla scia di una prima metà gara in cui una Lazio largamente incompleta ci aveva capito poco: Belotti non pungeva sotto porta (terza partita di fila a secco) ma faceva la voce grossa contro Wallace e Hoedt, Valdifiori era una piovra in mezzo al campo e il vantaggio di Iago Falque il quinto del campionato, al pari di Belotti - era infine meritato. Semplicemente un bel Toro, ecco. Che a quel punto sognava ancora più in grande, anche legittimamente. Siccome però le partite durano novanta minuti e più, la ripresa proponeva tutt'altro. Ed era anche bravo Inzaghi a cambiare il corso del match, buttando dentro Djordjevic per Basta e passando così al 4-2-4. Felipe Anderson si scatenava sugli esterni, la Lazio guadagnava campo e pian piano arrivava dalle parti di Hart. Dove per un po' aveva girovagato senza troppo costrutto Ciro Immobile, ex (fischiatissimo) cuore granata: da capocannoniere della serie A pochi anni fa proprio con la maglia del Toro a cavallo di ritorno l'anno passato da queste parti, salvo poi preferire non rimanere sotto la Mole per ambire a qualcosa di più. Non aveva in realtà avuto troppi corteggiatori, il ragazzo cresciuto nella Juventus incapace di sfondare in Germania e Spagna: la Lazio gli aveva poi dato fiducia e ieri, senza esultare ma venendo comunque coperto di fischi, Immobile ha fatto il suo dovere di attaccante trovando il pareggio (quarto gol negli ultimi 270') con una sforbiciata al volo su cross di Anderson a una ventina di minuti dalla fine.

Svegliatasi, la Lazio avrebbe anche potuto arrivare alla posta piena dopo che il baby Alessandro Murgia aveva segnato di testa il 2-1 trovando (al secondo gettone di presenza) il primo gol tra i grandi. Finita? Macché. Il Toro veniva infine salvato da un fischio di Giacomelli: il mani di Parolo mandava sul dischetto Ljajic. Che, magari sentendo ancora il profumo del derby romano (come Iago, del resto), non sbagliava. Un tempo e un punto per uno.