Il Toro vuole rinviare lo scudetto Juve

Allegri: «Non c'è fretta, ma quante critiche ingiuste dopo Monaco». Glick: «Vogliamo essere i numeri uno in città»

TorinoKamil Glik, capitano del Toro, va giù pesante su facebook: «Dimostriamo che siamo noi i numeri uno in questa città». A poche ore dalla qualificazione della Juventus per la semifinale di Champions League, pare espressione un po' forte. Però il derby è il derby e vale tutto. Così come è anche giusto ricordare che i granata non vincono incredibilmente una stracittadina da venti anni tondi, avendo collezionato da allora quattro pareggi e tredici sconfitte: se non è record, poco ci manca. Dettagli, forse. Perché conta quello che accadrà oggi e soltanto oggi, pur se trattasi di derby oggettivamente importante solo per il Toro: vincessero, i granata si rilancerebbero in ottica Europa League, mentre qualunque altro risultato ne frenerebbe la rincorsa, pur se nella testa dei tifosi rimarrebbe la bellezza di una stagione che ha visto la loro squadra protagonista anche fuori dai confini nazionali. Silente (come sempre) Ventura, i giocatori a parole paiono credere davvero nell'impresa. Tra loro anche Maxi Lopez, argentino come Tevez in attesa di un nuovo contratto e sfidante dell'Apache già ai tempi di Boca Juniors-River Plate: nel giugno 2004, semifinale di ritorno di Coppa Libertadores, l'attuale juventino segnò il gol capace di tenere in vita il Boca, esultando però sfottendo gli avversari e venendo espulso, salvo gioire ai successivi rigori quando proprio Maxi Lopez sbagliò quello decisivo.

Oggi, chissà. Si gioca all'ex stadio Comunale diventato Olimpico, la Signora ha la pancia piena e pensieri Real, la Fiorentina da ospitare mercoledì e Marchisio (tre gol nelle ultime cinque stracittadine) squalificato, Evra assente (dolore all'anca) così come Pogba e non solo. «Siamo in semifinale di Champions, in finale di coppa Italia e in testa al campionato con qualche punto di vantaggio - fa la conta Allegri -. Meglio di così non si poteva fare, né si può chiedere di più ai giocatori». E se qualcuno ha storto il naso per la prestazione di Montecarlo, arriva automatica un'alzata di spalle: «Abbiamo giocato un po' peggio del solito, ma il risultato era ben più importante della prestazione. Dopo qualche giorno si assapora meglio il passaggio del turno e quello che la squadra è riuscita a fare. Ci sono state critiche eccessive nei confronti di un gruppo che, dopo tre anni di ottimi risultati, si sta confermando e migliorando». Impossibile dargli torto. Torino città è però fatta così, idem i tifosi juventini: abituati a vincere e quasi incontentabili. L'atmosfera è comunque quella giusta per sognare l'impresa europea («abbiamo la convinzione di poter arrivare in finale e stiamo facendo di tutto per recuperare Pogba per il match di ritorno»), pur senza tralasciare il campionato: «Ci mancano sei punti per la matematica. Non abbiamo fretta di chiudere, ma vogliamo continuare a fare risultati. Giocherà la migliore formazione per questa partita». Con Tevez, salvo sorprese. E probabilmente con il 3-5-2, (ri)diventato il vestito più adatto in questa fase di stagione: Barzagli (oppure Ogbonna) dietro, Pirlo in regia scortato da Vidal e Pereyra (o Sturaro), Lichtsteiner e Padoin sugli esterni. Dall'altro lato, l'ex Quagliarella con Maxi Lopez e avanti, non all'arrembaggio ma con la consapevolezza di dovere fare la partita. Magari anche grazie a Bruno Peres, capace all'andata di segnare un gol pazzesco «dopo 70 metri palla al piede - ricorda Allegri -. Forse potevamo fare un filino meglio. In cosa il Toro è superiore a noi? In nulla, credo. Ma è una squadra con un'ottima organizzazione, frutto di un lavoro importante cominciato negli anni scorsi. Sono un gruppo difficile da affrontare, abbassano i ritmi della partita. L'uomo derby? Spero sia della Juve». All'andata lo fu Pirlo, a cinque secondi dallo scadere del recupero: tipica storia da derby.

La 13ª di ritorno del basket (ore 18.15): Cremona-Venezia (12), Caserta-Sassari, Pesaro-Pistoia, Varese-Capo d'Orlando, Milano-Bologna, Trento-Roma, R.Emilia-Cantù (20.30, Rai Sport 1). Domani Brindisi-Avellino. Classifica (prime posiz.): Milano 46; Venezia 40; R.Emilia 38; Sassari 34; Trento 32; Brindisi 30; Cantù e Bologna (-2) 26.