Tour de France 12° tappa: sprint al Norvegese Kristoff Tutto tranquillo per Nibali

Arrivo allo sprint a Saint-Étienne che vede il successo del norvegese Alexander Kristoff. Ancora un secondo posto per Sagan, a cui continua a sfuggire la vittoria. Giornata di tranquillità per i big, in attesa delle tappe alpine che cominceranno domani

Il Norvegese Alexander Kristoff vincitore della 12esima frazione

Andrew Talansky era stato l'eroe della tappa di ieri, giungendo al traguardo entro il tempo massimo nonostante i dolori e la difficoltà nel respirare. Calvario inutile, però: il corridore americano ha dato forfait oggi prima della partenza, abbandonando la carovana gialla. Impossibile andare avanti per lui, che era venuto al Tour con legittime ambizioni di classifica. La fuga del giorno, quest'oggi, va via quasi subito e prima del chilometro 10 ci sono cinque corridori al comando: Langeveld (Garmin), Rast (Trek), Clarke (Orica), Vachon (Bretagne) e De la Cruz (Netapp). Il gruppo, guidato dall'Astana, concede subito spazio e gli attaccanti raggiungono i 5 minuti di vantaggio in prossimità del traguardo volante, nel quale non c'è battaglia e davanti transita Vachon. Pure oggi Sagan non disputa lo sprint intermedio, lasciando che a giocarsi i punti rimasti siano Kittel e Coquard.

Sul primo Gpm di 4° categoria è De la Cruz ad aggiudicarsi l'unico punto disponibile, mentre il distacco fra i fuggitivi e il plotone si è ormai stabilizzato sui 4 minuti. Il ciclista spagnolo passa per primo anche sul secondo Gpm, ma la sua fuga e il suo Tour si concludono in una curva del villaggio di Le Bois d'Oingt: la caduta coinvolge anche Langeveld, ma il corridore olandese riesce a riprendere la gara. Lo sfortunato De la Cruz è invece costretto al ritiro a causa delle conseguenze dell'incidente. Dopo aver atteso il rientro di Langeveld, la fuga riprende a spingere, con un vantaggio inferiore ai 4 minuti quando al traguardo mancano meno di 80 km. Il testa al plotone si portano Europcar e Giant, e la velocità si alza in maniera sensibile.

Il Col de Brosses non è una salita impegnativa, ma è lunga e a farne le spese sono due dei fuggitivi, prima Vachon e poi Rast, che non riescono a tenere il ritmo dei compagni. Davanti rimangono solamente Clarke e Langeveld, che riescono a mantenere intorno ai 2 minuti il loro vantaggio sul gruppo della maglia gialla. In cima al penultimo Gpm Langeveld precede Clarke, mentre i corridori staccati vengono riassorbiti dal plotone. Alle due squadre che tirano già da diversi chilometri in testa al gruppo, si aggiungono gli uomini Cannondale per Sagan, ancora in cerca della prima vittoria in questa edizione del Tour.

Sull'ultima ascesa escono dal gruppo due uomini Europcar, Quemeneur e Gautier, che tentano di riportarsi sui primi. Il team francese smette di tirare e la responsabilità della corsa resta tutta sulle spalle della Giant, che prosegue di buona lena l'inseguimento. Simon Clarke decide di rompere gli indugi a 4 km. dalla cima della Cote de Grammond e stacca Langeveld, provando ad andare da solo al traguardo. L'ormai ex compagno di fuga di Clarke molla definitivamente e viene superato prima dal duo Europcar e poi dal plotone. In vetta, Clarke (primo sul Gpm) viene raggiunto dalla coppia di contrattaccanti, con il gruppo che alle loro spalle ha ridotto il ritardo a meno di 1 minuto. Intanto perde le ruote dei migliori il vincitore di ieri Tony Gallopin.

I fuggitivi sono raggiunti a 5 km. dall'arrivo. Sarà volata, perché molti velocisti hanno superato senza eccessive difficoltà le salite odierne. Nel momento in cui la Cannondale si porta in blocco in testa a tirare, cade Andrè Greipel, uno degli sprinter favoriti. Il treno verde non è, però, impeccabile nella preparazione della volata, e a vincere in scioltezza è il norvegese Kristoff, che sfrutta il bel lavoro del compagno Paolini e batte Sagan, di nuovo vicino al successo ma per l'ennesima volta soltanto piazzato. Terzo si classifica il campione di Francia Demare, sesto posto per Trentin e settimo per Bennati. Frazione tranquilla per Nibali, in classifica generale cambia poco: perde diverse posizioni Gallopin, che nel finale si è staccato dai migliori.