Tour de France 13°tappa: presentazione percorso e altimetria

Dopo i Vosgi, tocca alle Alpi delineare ulteriormente la classifica generale. Due arrivi in salita in due tappe alpine: gli organizzatori hanno voluto fare le cose in grande. Oggi si arriva a Chamrousse, prima salita "hors categorie" di questa edizione

Arrivano le Alpi e Nibali deve difendere il vantaggio

La prima delle due frazioni sulle Alpi è la meno impegnativa, eppure non c'è da scherzare; tre Gpm complessivi, gli ultimi due nei 50 chilometri finali, con arrivo all'insù.

La tappa, però, è decisamente agevole per due terzi, con una salita di 3° categoria all'inizio che potrà fungere da trampolino di lancio per coloro che vorranno tentare la fuga da lontano. Il Col de la Croix de Montvieux è stato sistemato ad inizio tappa, pochi chilometri dopo il via da Saint-Étienne; è un'ascesa di media lunghezza, 8 km circa, ma le pendenze intorno al 4% non destano alcuna preoccupazione. Dopo la discesa di 14 km (pericolosa soltanto all'inizio), i corridori affronteranno ben 110 chilometri di pianura: una fin troppo lunga preparazione alle montagne.

Il Col de Palaquit dà ufficialmente il via alla due giorni alpina: salita di 1° categoria, lunga 14 km e con alcuni tratti piuttosto duri. Già nei primi tre chilometri le pendenze superano il 10%, poi c'è un breve tratto di discesa e quindi si ricomincerà a salire, dapprima in maniera lieve, poi con pendenze decisamente arcigne che arriveranno a sfiorare il 12%. L'ascesa spiana vicino alla vetta, dando un po' di respiro. La successiva discesa di 12 km porterà il gruppo a Grenoble e poi al traguardo volante di Saint-Martin-d'Héres. A precedere l'ultima difficoltà ci sono 13 km interlocutori di falsopiano in leggera salita, quasi per lanciare i corridori verso Chamrousse.

La prima salita "hors categorie" di questo Tour è lunga ben 18 km e la sua pendenza media supera il 7%. L'inizio è subito molto impegnativo e potrebbe scremare il gruppo in maniera decisa: si viaggia costantemente sopra l'8%, con ben due chilometri all'11%. Per un breve tratto la strada si fa meno dura, ma poi si inerpica di nuovo all'11% e quindi scende lievemente sino a metà salita. Si chiude qui la parte più tosta dell'arrampicata, nella seconda metà infatti le pendenze non sono altrettanto dure; oscillano fra il 6% e l'8%, con un ultimo chilometro abbastanza semplice al 3%.

Quella di Chamrousse può essere definita a pieno titolo una salita vera, che per difficoltà e lunghezza è in grado di fare parecchia selezione, in modo particolare se il ritmo sarà sostenuto fin dall'inizio. La seconda parte più agevole potrebbe favorire chi è rimasto indietro senza aver perso troppo terreno dai primi. Sarà fondamentale una corretta alimentazione prima di affrontarla, per non rischiare di rimanere col serbatoio vuoto nel momento decisivo. La storia del ciclismo è ricca di episodi simili, e citiamo un esempio su tutti: Cadel Evans in maglia rosa al Giro del 2002 e la sua "cotta" sull'arrivo in salita di Folgaria, uno degli episodi più drammatici dell'epoca recente. Assisteremo ad un nuovo faccia a faccia, dunque, tra i big di classifica; il primo round a La Planche des Belles Filles se l'è aggiudicato Nibali, chiamato ora a difendere la sua maglia gialla dagli attacchi dei rivali.