Tour de France 5° tappa: Presentazione percorso e altimetria

Dopo l'omaggio alle classiche vallonate, ecco quello alle classiche del pavé. La quinta tappa è breve ma insidiosa, e perciò temuta dagli uomini di classifica: i nove settori di pavé presi in prestito dalla Parigi-Roubaix mettono una certa apprensione

Quinta tappa e protagonista al Tour è il pavè

Dalla "Piccola Liegi" alla "Piccola Roubaix": l'edizione 2014 del Tour de France non si fa mancare nulla. La quinta tappa disturba il sonno dei favoriti alla maglia gialla finale sin dalla presentazione della "Grande Boucle", e le ricognizioni sul percorso sono state numerose negli ultimi mesi. Tutti quanti intimoriti dalle pietre del pavé, sulle quali ci si può giocare una fetta importante di Tour. Il precedente del 2010 alimenta i timori: classifica ribaltata fra cadute, forature e ritiri. E allora la tappa era persino più semplice di quella che si affronterà oggi.

Un pizzico di buon senso ha spinto gli organizzatori ad escludere i settori di pavé più impegnativi della Roubaix - ovvero Arenberg e il Carrefour de l'Arbre - non adatti a coloro che non sono specialisti, e alcuni dei tratti presenti, inoltre, sono stati accorciati. Insomma, difficoltà ridotte ma pur sempre in grado di accendere la corsa, anche perché il pavé è concentrato tutto negli ultimi 70 km, dunque sarà decisivo nello sviluppo della tappa, con possibili ripercussioni in classifica.

Si parte dal Belgio per rientrare poi in Francia ed affrontare il percorso della Roubaix all'indietro. La prima metà di tappa sarà soltanto di preparazione a quello che avverrà nella seconda metà: i primi due tratti di pavé serviranno a far "assaggiare" le pietre a corridori che non le hanno quasi mai viste. Poi da Mons-en-Pevele a Tilloy quattro settori in circa 20 km potrebbero rendere molto dura la corsa, rimescolando le carte soprattutto se gli specialisti decideranno di andarci giù pesante. Chi fra i big riuscirà a seguirli, potrebbe avvantaggiarsi non poco.

A 20 km dall'arrivo rimangono ancora due settori, fra cui quello più lungo e difficile: da Wandignies fino a Hornaing, lungo 3.7 chilometri. È questo il passaggio chiave della gara e sarà probabilmente il momento decisivo. L'ultimo settore da Helesmes a Wallers si concluderà a 5 km dal traguardo, collocato all'inizio della Foresta di Arenberg che dunque non verrà attraversata. E molti corridori, presumibilmente, ringrazieranno. I settori precedenti, però, saranno più che sufficienti a creare scompiglio e distacchi.

Nel precedente del 2010 vinse Hushovd, ma Cancellara giocò un ruolo decisivo per Andy Schleck, consentendogli di guadagnare circa 1 minuto su Contador. E proprio lo Svizzero sarà il gran favorito di oggi: sul pavé si esalta, come testimonia il palmares (3 vittorie alla Roubaix, altrettante al Giro delle Fiandre). E alla presentazione delle formazioni Cancellara è stato chiaro: il suo obiettivo è conquistare questa tappa.