È il Tour della fantasia per Froome: attacca in pianura e guadagna ancora

La maglia gialla sfrutta il vento e fa la differenza insieme a Sagan, che vince la tappa. A Montpellier l’inglese mette altri 12 secondi tra sé e gli inseguitori. Domani l’arrivo in salita al Mont Ventoux che può sconvolgere la classifica

L’ha rifatto, Chris Froome. Altro colpo di fantasia del kenyano bianco della Sky. Il campione del Tour 2013 e 2015, troppo spesso accusato di essere «radiocomandato» dall’ammiraglia e di correre in modo monocorde, stupisce di nuovo. E nella Carcassone-Montpellier, tappa piatta e senza insidie, che pareva aver pochissimo da dire, sfrutta il Mistral e un treno speciale chiamato Peter Sagan. Allungo deciso ai -12 km dall’arrivo di maglia gialla e maglia verde, rispettivamente scortati da Thomas e Bodnar, due corazzieri che contro il vento servono eccome. Il gruppo, in una giornata tormentata da ventagli e inseguimenti continui, si era appena rilassato. La controffensiva si fa attendere. Un po’ troppo.

Nairo Quintana si affida alle squadre dei velocisti. Ma il divario cresce fino a 25 secondi. Sagan e Froome collaborano a meraviglia. Solo dopo la fiamma rosa la rimonta del gruppo diventa realtà. Alla linea sono 6 secondi, ma con l’abbuono il capitano della Sky allunga di altri 12“ in totale sul colombiano, suo principale sfidante, che prima della tappa del Mont Ventoux deve recuperargli 35 secondi. Scivola a 28“ il secondo della graduatoria, l’inglesino Adam Yates, sempre in maglia bianca. Altri protagonisti lasciano sul terreno oltre un minuto. Scalatori puri come l’esperto Purito Rodriguez, che ha appena annunciato il ritiro a fine stagione, e il sudafricano della nouvelle vague Louis Meintjes.La volata se la aggiudica Sagan, dopo aver vissuto ieri la beffa di Michael Matthews e aver messo in carniere il 17° secondo posto alla Grande Boucle.

Ma oggi lo slovacco ha bruciato Froome con un colpo di pedale dei suoi, il capolavoro vero lo aveva compiuto in precedenza, con l’azione decisa nel vento per portare via la fuga. Un po’ come ieri. Lo slovacco campione del mondo è uno degli animatori principali di queste prime 11 tappe, sempre nel cuore dell’azione, aiutato da una condizione super e da un talento straordinario. Chissà che con un’altra vittoria prima di Parigi non riesca davvero a convincere il patron Oleg Tinkov a non lasciare il ciclismo a fine stagione.Per domani le previsioni danno di nuovo un Mistral molto forte sul Sud della Francia, con raffiche a 60 km l’ora. Il vento forte mette a rischio l’arrivo in quota sul Mont Ventoux. C’è un piano alternativo per posizionare il traguardo non in cima al mitico «Monte Calvo» ma sulle rampe, a 6 km dalla vetta. Lo spettacolo dovrebbe essere comunque assicurato. Ora a Froome, dopo la discesa e la pianura, manca soltanto di fare la differenza sulla «sua» salita.