Un Tour scontato Altre cadute e pokerissimo di Kittel in volata

Pier Augusto Stagi

Continua a vincere Marcel Kittel e continuano anche a cadere. Altro che discese pericolose, cadono anche in pianura, su strade ampie e dritte. Sarà per la noia. Sarà perché non è facile correre per cinque ore in sella ad una bicicletta sotto il sole, in una tappa che nulla ha da dire e la concentrazione può anche venire meno, ma la costante di questo Tour sono che l'uomo più veloce del pianeta continua a mietere successi e le cadute non risparmiano nessuno.

Ieri è stata la volta di Alberto Contador (escoriazioni), che già naviga in non buone acque ad oltre 5 minuti dalla maglia gialla. Per terra è finito anche Romain Bardet (botta alla mano), terzo in classifica generale a 51 da Chris Froome, che ha vestito ieri la 51° maglia gialla della carriera, superando una leggenda del ciclismo francese e mondiale Jaques Anquetil fermo a 50. Tornando alle cadute, anche il nostro Dario Cataldo, in zona rifornimento, uomo di fiducia di Fabio Aru è finito per le terre, per lui frattura del polso e ritiro. «Non ci voleva proprio ha commentato uno sconfortato Beppe Martinelli, tecnico dell'Astana -. Dario era un uomo importantissimo per Fabio, e la sua assenza si farà senza dubbio sentire».

Chi si fa sentire con cinque squilli d'autore è Marcel Kittel, che ieri pomeriggio ha fatto sua l'undicesima tappa, da Eymet a Pau. Una volata regale: per il tedesco più vincente nella storia della Boucle è il quattordicesimo centro. Alle sue spalle l'olandese Dylan Groenewegen, terzo Michael Matthews. Primo degli italiani Davide Cimolai, sesto. La tappa è stata nuovamente animata da una fuga a tre e gruppo che controlla da vicino. Noia totale e mortale. Unico problema per i corridori, il vento. Comunque l'ultimo dei fuggitivi viene ripreso solo ai 250 metri dal traguardo, quando lo sprint è lanciato. Il nostro Fabio Sabatini pilota a regola d'arte Kittel, il quale prende la ruota di Boasson Hagen e Matthews e vince in scioltezza.

Classifica immutata con Froome che guida davanti ad Aru (staccato di 18 secondi), Bardet (51) e Uran (55). E oggi si torna a salire, da Pau alla cima del Peyragudes (214,5 km), ultima di sei salite pirenaiche con tra gli altri Port de Balès e Peyresourde prima dell'arrivo in salita. «Noi con Fabio (Aru, ndr) e Jakub (Fuglsang, ndr) - dice Martinelli - cercheremo di cogliere l'attimo: come sempre».