Tour: sull'Alpe d'Huez il trionfo di Riblon Terzo posto per Moser, Froome resiste alla crisi

Successo del francese, è il primo per i transalpini al Tour del centenario. Sul podio Moreno Moser, nipote di Francesco. La maglia gialla in difficoltà per la prima volta: Quintana e Rodriguez ne approfittano. E domani ci sono ancora montagne

Il software perfetto di Chris Froome si è inceppato. A 5 chilometri dalla cima dell'Alpe d'Huez, nella seconda ascesa della 18ª tremebonda tappa del Tour de France, il robot che pedala come una lavatrice lanciata a 1.500 giri scuote la testa, alza un braccio sulla spalla del compagno Richie Porte e gli fa capire che è arrivato. Lo spettro di tutti i ciclisti. La crisi di zuccheri. Frulli come un ossesso e le gambe si svuotano di colpo. Ma l'australiano è lì per quello. Passa i viveri e tira il suo capitano, groggy anziché no per la prima volta alla Grande Boucle, su su fino allo striscione del traguardo. Il problema, per lo spettacolo, è che nessuno dei suoi diretti rivali ne può approfittare. Alberto Contador arranca qualche tornante più sotto: il madrileno aveva attaccato in discesa, perché in salita s'è accorto di avere zero chance. Così come il suo compagno Roman Kreuziger, terzo in generale, ma a serbatoio finito nella terza settimana. Lo spilungone olandese Bauke Mollema ha alzato bandiera bianca dalla crono di ieri.
Qualcuno si muove e se ne va. Sono Nairo Quintana, il fenomeno colombiano leader della classifica dei giovani, e Joaquin Rodriguez, filibustiere di mille arrembaggi in crisi nella prima settimana ma che chilometro dopo chilometro sta ritrovando la condizione e lo scatto al veleno. «Purito» e Quintana allungano e guadagnano un minuto al keniano bianco in sofferenza. Rientrando prepotentemente in classifica. Adesso a 5'11" c'è Contador, con 21" sul colombiano, 33" su Kreuziger e 47" su Rodriguez. Per il secondo posto è tutto aperto, ma se Froome dovesse pagare ancora in salita, domani e dopo il Tour potrebbe riaprirsi davvero. Sembra fantascienza, ma dopo che nell'acciaio del robot si è aperta una crepa potrebbe succedere di tutto.
La tappa la vince il francese Christophe Riblon, in fuga dal mattino. L'azione straordinaria vede protagonista lo scalatore della Ag2r, l'americano Tj Van Garderen e l'azzurro Moreno Moser (nipote d'arte, miglior giovane prospetto italiano, ma finora sempre in ombra in questo Tour). I tre restano all'attcco per oltre 100 km (pochissimi di pianura). L'italiano nella discesa della Sarenne approfitta delle difficoltà dei rivali (Riblon finisce fuori strada e Van Garderen è bloccato da un guasto meccanico) e se ne va in testa da solo. Poi, però, all'inizio dei 21 tornanti dell'Alpe d'Huez Moser perde le ruote dell'americano che attacca, ma sale regolare e chiuderà terzo. Riblon invece sembra mollare, ma ai 2 km dal traguardo, rientra su Van Garderen, lo passa a doppia velocità e va a vincere a braccia alzate sul traguardo più prestigioso del Tour del centenario. I francesi, per la prima volta, hanno scelto il palcoscenico della grandeur.