Trappola Canada per l'Italia orfana di Parisse

Ai Mondiali gli azzurri cercano il riscatto dopo la Francia. Il capitano però è ancora fuori

Mondiale atto secondo. Dopo la Francia c'è il Canada sulla strada degli azzurri. Si va a Leeds per cercare il riscatto in un contesto non dei più facili per la truppa italiana. Arriviamo alla sfida con i "taglialegna" con tanti punti interrogativi. La partita persa al debutto contro la Francia ci ha fatto scendere di un gradino nel ranking e non basta come i canadesi siano stati "rullati" dalla corazzata irlandese per sdoganare questa sfida come una pura formalità. A ben guardare non lo è, sia per i troppi interrogativi lasciati dalla mischia azzurra negli ottanta minuti contro la Francia, sia per l'eccessivo intasamento dell'infermeria. Se per Masi e Morisi il mondiale è finito ai blocchi di partenza, per la battaglia con i canadesi Brunel recupera Garcia. La mette sul fisico il coach azzurro: una squadra di operai per piegare la resistenza di Cudmore e soci.

La lezione francese ha detto che c'è bisogno di più disciplina. Troppi i calci di punizione subiti, troppi da rendere necessario un intervento dello stesso commissario tecnico azzurro presso i vertici della coppa del mondo per avere un "bigino" sull'interpretazione della situazione di mischia. Ma non è tutto perché Brunel cambia in profondità la prima linea: lascia in panchina Castrogiovanni e lancia dal primo minuto Cittadini e Rizzo.

Il Canada non deve far paura ma è una brutta bestia. Nel ranking è alle nostre spalle (magra consolazione) ma è squadra combattiva come poche. La battaglia sarà soprattutto sul piano fisico con gli azzurri chiamati a inventare soluzioni d'attacco con il pallone tra le mani. E' roba a cui non siamo troppo abituati visti gli avversari che solitamente ci troviamo di fronte. Ma a Leeds sarà giocoforza questo il repertorio da declinare.

La sfida del debutto contro i francesi ha mostrato un'Italia deludente proprio per l'assenza di una proposta offensiva credibile. Al di là della battaglia di retroguardia, in attacco gli azzurri si esprimono con le polveri bagnate anche per lo scarso numero di palloni di qualità giocabili. Mancherà ancora Parisse che su twitter dice che farà l'impossibile per tornare nel gruppo in tempo per la sfida della vita contro l'Irlanda. Ma intanto la sua assenza si farà sentire. Con o senza il capitano, cambia la storia per la piccola Italia. Questione di punti di riferimento. In panchina il ct porta Mauro Bergamasco. Se dovesse essere chiamato in causa sarà il suo quinto mondiale. Come lui solo Brian Lima, monumento del rugby samoano. Roba per annuari, risultati compresi.

Commenti

Gianca59

Sab, 26/09/2015 - 14:37

"... ha mostrato un'Italia deludente proprio per l'assenza di una proposta offensiva credibile.": e quando mai l' ha avuta ? "... c'è bisogno di più disciplina.": ancora non lo abbiamo capito ? Andiamo ancora in campo a fare I soliti italiani ? Il rugby ha avuto I soldi e ha sprecato le sue opportunità: non siamo fatti per questo sport.