A tre anni dalla tragedia di Bianchi dramma sfiorato per un tombino

Dalla gru che uccise il povero francese, alla grata di Grosjean

Giovedì prossimo, quando a Suzuka i piloti apriranno bocca per i primi bla bla, saranno tre anni esatti dall'incidente che nel Gp del Giappone vide coinvolti il povero Jules Bianchi al volante della Marussia e un anonimo gruista alla guida di un caterpillar. Non erano in gara insieme il pilota che correva sull'asfalto fradicio e il manovratore che voleva spostare una monoposto appena andata a sbattere, ma per un tragico errore della direzione di corsa si trovarono ben più che in gara: si trovarono in rotta di collisione. Lo sfortunato pilota francese, è utile ricordarlo perché in F1 tutto si dimentica con fretta spesso proporzionale alle colpe, morì dopo mesi di agonia e senza mai più aver ripreso conoscenza. Troppo devastanti le ferite alla testa riportate nel terribile colpo e nello schiacciamento subiti passando letteralmente sotto la gru.

Più o meno tre anni dopo quel terribile incidente, cioè ieri in Malesia, a Sepang, un altro francese, Romain Grosjean, ha rischiato di farsi tanto e molto male per via della grata sporgente di un tombino in pieno cordolo. Proprio così: mimetizzata dal caratteristico bianco e rosso dei cordoli, c'era una griglia di ferro pesante sollevata dal passaggio di una monoposto. Per fortuna, solo un grande spavento e tanti danni alla monoposto e, visto che l'ispezione del tracciato prima che si accendano i motori spetta alla direzione gara, a Grosjean sono arrivate le scuse del direttore Whiting «mi ha detto di non averlo notato perché era colorato» e l'assicurazione Fia che non si ripeterà. Bene. Ci sono voluti un morto per evitare che le gru si piazzino lungo le vie di fuga e un dramma sfiorato per controllare meglio i tombini.

Fattaccio a parte, le Red Bull sono volate sul bagnato nelle prime libere e le Ferrari hanno fatto ugual cosa sull'asciutto; in difficoltà le Mercedes ma oggi chissà dove saranno. Un dato pare certo: la Rossa in queste settimane ha continuato a lavorare bene e le novità portate sembrano funzionare. Lewis, intanto, si è distratto postando un video volgare (poi tolto) per dare la propria solidarietà agli sportivi afro entrati in rotta di collisione con il presidente Trump. Per il Circus molto meglio questo tipo di collisioni.

Così in tv: oggi pole dir. Sky alle 11 (diff. Rai2 14,45), domani dir. Sky Gp alle 9 (diff. Rai1 14)

Commenti

puntopresa10

Sab, 30/09/2017 - 10:25

Questi sportivi arricchiti,che si permettono di postare video deficenti,criticando persone che non conoscono,che poi finita la carriera ritornano nell'anonimato. Il sig.Trump quando era invitato alle convention,i teatri in cui andava faceva il tutto esaurito,chiedeva due milioni di dollari,devoluti tutti in beneficenza.Vorrei che anche questi sportivi facessero altrettanto. Altro discorso è fare il Presidente degli Stati Uniti d'America,non puoi accontentare tutti,poi ci sono gli odiatori di professione.

mariod6

Sab, 30/09/2017 - 11:43

@ puntopresa10 - lei ha perfettamente ragione. Hamilton è un diversamente bianco che vuole farsi notare comunque ed ad ogni costo. Trump viene additato come il male assoluto da chi voleva la Clinton per proseguire con i loschi traffici e le manovre di Obama. Ivi compresa la sinistra italiana

ginobernard

Sab, 30/09/2017 - 12:17

Ma che ci fa li quel tombino ?

cgf

Sab, 30/09/2017 - 16:58

@ginobernard mai stato da quelle parti quando piove, vero?