Tre trappole e un'esclusione di troppo

di Franco Ordine

C i sono tre trappole da evitare stasera nella sfida con l'Irlanda che chiude il girone vinto in carrozza da Conte e i suoi guerrieri. La prima: fare spazio, per legittima e inevitabile decisione, alle seconde linee e a uno sfrenato turn-over. Rivoltare come un calzino lo schieramento delle prime due sfide non è un segno di arroganza ma solo un calcolo reso inevitabile da qualche acciacco (Buffon e Candreva) ma anche dalla spesa enorme di energie fisiche e nervose degli azzurri. Hanno corso e lottato come matti sia a Lione che a Tolosa, senza mai risparmiarsi per giungere alla meta della qualificazione anticipata. Seconda trappola: capiremo dalla prova dei più discussi esclusi (Zaza, De Sciglio, El Shaarawy) se il ct avrà lungo la strada - si spera lunga - dell'europeo la possibilità di contare su altre risorse, decisive per giungere a un traguardo soddisfacente (semifinale). E farlo in assenza dei centurioni della difesa, con Sirigu in porta che in Francia non ha mai goduto di buona stampa e nemmeno di grande stima da parte del PSG, è di sicuro un compito impegnativo.

Terza e ultima trappola: perdersi nei pensieri degli ottavi e del cliente da affrontare lunedì a Parigi, avendo avuto occhi solo per la sfida Spagna-Croazia di ieri notte, invece di dedicarsi all'Irlanda che non sarà un granchè ma ha a disposizione l'orgoglio patriottico che ha già messo a dura prova la Svezia di Ibrahimovic. Chi può evitare queste tre trappole e trasferire anche nell'azzurra-due di stasera gli stessi ingredienti che hanno reso saporita la pietanza presentata al cospetto di Hazard e Ibra? Lui, naturalmente. Cioè Antonio Conte che è un martello pneumatico.

Tra i tanti riservisti degni di fiducia, ce n'è uno, Lorenzo Insigne, rimasto finora ai margini dell'Italia per qualche spiegabile motivo. È un attaccante esterno da 4-3-3, sistema di gioco che non rientra nei piani del ct ma è anche capace d'inventarsi delizioso uomo-assist come è accaduto cento volte nel campionato a favore di Higuain, Callejon e compagnia napoletana. Si tratta in verità dell'elemento più dotato della fucileria azzurra e questo al momento può diventare un limite invece che un pregio. Come dice Conte «ci sarà posto per tutti». Vedremo. Tutti meno uno sarebbe antipatico.