Trema la Premier league. Perquisiti Chelsea, Newcastle e West Ham

Elusi 6 milioni. Ma è solo la punta dell'iceberg. S'indaga anche in Francia: Marsiglia coinvolto

Londra - Scommesse illegali, allenatori pedofili, bustarelle tra dirigenti. E ora una maxi-frode fiscale, milioni di sterline eluse al fisco di Sua Maestà. Un altro scandalo investe il calcio inglese, con protagonisti i club del campionato più ricco al mondo. Il più telegenico, globalizzato, commercializzato. Ma che - inevitabilmente - diventa anche un magnete per gli intermediari più spregiudicati. Un sottobosco popolato da affaristi che avrebbero perfezionato un sistema di evasione fiscale legato ai diritti d'immagine dei giocatori. Questo è il sospetto degli inquirenti che dopo settimane di indagini sotto-traccia, ieri sono passati all'azione. Più di 180 agenti sono stati impiegati in un'imponente retata, che ha portato all'arresto di diversi personaggi del football d'Oltremanica. Tra i quali anche Lee Charnley, 39 anni, originario di Blackpool, oggi direttore generale del Newcastle, appena tornato in Premier League sotto la guida di Rafa Benitez. Ma i Magpies non solo l'unica società al centro dell'inchiesta.

Anche le sedi del West Ham e del Chelsea ieri sono state setacciate alla ricerca di indizi e prove che confermino il sospetto degli inquirenti. Ovvero che queste società abbiano orchestrato una frode fiscale e assicurativa, non pagando le tasse su una somma totale di 5 milioni di sterline, quasi 6 milioni di euro. Per il momento regna la massima prudenza sulla vicenda, da parte di chi sta conducendo gli accertamenti e delle stesse società coinvolte. Che rischiano di essere molte di più (si parla di almeno una dozzina di club). Come se quello finora emerso fosse solo la proverbiale punta dell'iceberg sotto la quale si nascondesse una pratica ampiamente diffusa tra le società inglesi per risparmiare milioni sugli onerosi contratti dei loro tesserati. Gli arresti - confermati dalla polizia che però non ha voluto fornire indicazioni sul numero di fermi, lasciando intendere che l'operazione potrebbe avere un prosieguo - sono avvenuti nel Nord-Est e Sud-Est del Paese. Con un'appendice investigativa anche in Francia, dove il club sotto inchiesta è il Marsiglia. Non una società a caso, ma il partner preferito da West Ham e Newcastle in numerose operazioni di mercato. A cominciare da quella per portare a Londra Dimitri Payet: strappato dagli Hammers nel 2015, lo scorso gennaio il nazionale francese ha preferito fare ritorno al Velodrome. Prima di lui altri giocatori hanno seguito la stessa rotta, dalla Costa Azzurra verso il nord dell'Inghilterra, come Florian Thauvin e Remy Cabella. Sotto indagine anche il trasferimento di Alou Diarra dal club francese al West Ham nell'estate 2012.

Nel corso delle perquisizioni, scattate nelle prime ore della mattina di martedì, sono stati sequestrati computer e telefoni cellulari, registri contabili e documenti finanziari. Prendendo in contropiede i contabili dei club. Il primo a reagire, il West Ham, ha subito diramato un comunicato per garantire «la massima cooperazione agli inquirenti al fine di aiutarli nelle indagine».

Più marginale appare il coinvolgimento del Chelsea, finito nel mirino degli inquirenti per alcune operazioni di mercato sulle quali si vuole fare luce. Come ha minimizzato un portavoce del club londinese: «In relazione ad un'indagine più ampia, ci sono state chieste alcune informazioni che il club fornirà». In attesa della conclusione degli accertamenti, la Federcalcio inglese ha preferito non commentare, ma in caso di provata colpevolezza, i club responsabili rischiano non solo una forte multa, ma anche punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato.