Una triste storia di carte di credito dietro il no di Pelè all'ultima fiaccola

Qui non si sono mai illusi. Lo conoscono. Nessuna sorpresa per il gran rifiuto e alla fine non ci sono rimasti neppure male. Edson Arantes do Nascimento per molti brasiliani, soprattutto i giovani, non è più una leggenda. Non commuove. Non ha lo stesso peso, la stessa sostanza, di Muhammad Ali. La differenza è quello che appunto non c'è stato. Il passo lento di Pelè, quel modo di camminare che si riconosce in bianco e nero, la fatica degli anni, gli ultimi metri fatti contro il tempo, il più grande giocatore di calcio di tutti i tempi che trema per l'emozione, il boato del Maracanã che rimbomba in ogni angolo di Rio, senza più muri, senza più rabbia, rancori, recriminazioni. O Rei che alza la fiaccola al cielo e sembra benedire tutti, la pelle di ogni singolo abitante del pianeta che rabbrividisce, una scossa che risale sulla schiena, le lacrime che non si possono trattenere. E le Olimpiadi che si bagnano di pianto, riconoscenza ed allegria. Pelè è l'anima del mondo. Come Alì. Ma Pelè non è Ali. E tutto questo è solo uno dei tanti passati perduti. Quelli di scarto. Un passato ipotetico.

Pelè ha dovuto trovare una scusa, un alibi: sono troppo malandato. Peggio: non volevo vedermi come Alì. Sotto il «no, non me la sento» c'è solo una fredda guerra di carte di credito.

La storia è questa. I giochi olimpici sono da anni e anni tradizionale monopolio Visa. Pelè è testimonial della MasterCard. Il mal di schiena è tutto qui. O Rei non poteva mettere la faccia sulle olimpiadi strisciate con la carta sbagliata, con la carta della concorrenza. È una faccenda di marchi, di sponsor e di loghi. È guerra tra bande, come nelle favelas, ma sommersi dai soldi. La MasterCard ha fatto valere le sue ragioni, Pelè come capita ai re si è ritrovato nudo. La sua immagine umana, magari senza colpe se non quella di non essere libero di essere Pelè e di aver seppellito per sempre Edson Arantes do Nascimento, si sgrana e scolorisce, come un'icona senza più emozioni. Pazienza. Qui tra il villaggio e gli stadi olimpici una cosa è certa: non pagare con la Visa è praticamente impossibile. E per tutto il resto c'è MasterCard.

VMac