Tutte le big dalla stessa parte L'Euro a 24 non ha fatto sconti

U na finale dietro l'altra attende l'Italia. Ma neanche le altre grandi stanno meglio perché si ritrovano tutte quante appassionatamente nella stessa parte del tabellone: Germania, Spagna, Francia e Inghilterra oltre alla nostra nazionale. Di queste soltanto una si giocherà il titolo europeo. Per chi ha scommesso su una finale tradizionale, la perdita è già assicurata. E pensare che i soliti noti avevano ironizzato sull'originalità e sulla regolarità del sorteggio. Perfino i padroni di casa, dopo un ottavo abbordabile contro una terza, se la dovranno vedere presumibilmente contro l'Inghilterra nei quarti e una fra Italia, Spagna o Germania in semifinale.

Ancora più ostico il percorso degli azzurri che, se vorranno arrivare a Parigi, dovranno battere nell'ordine Spagna, Germania e una fra Francia e Inghilterra. A meno di ulteriori imprevedibili sorprese. Tutta colpa di inglesi e spagnoli: i primi superati dai cugini di campagna del Galles, i secondi dalla Croazia con 7 uomini che giocano in Serie A e altri 2 che vi hanno partecipato di recete. Ma il nostro campionato non era scadente? Boh...

Sul versante opposto del tabellone si profila una semifinale Belgio-Croazia con qualche remota possibilità per Svizzera e Polonia di fare strada. Da questo rimpasto potrebbero scaturire presagi favorevoli all'Italia che, nell'ultima edizione, affrontò la Spagna dopo averla incontrata al debutto. E se si ripetesse la coincidenza con il Belgio affrontato nella prima partita di questo torneo?

Si pensava, alla vigilia, che l'allargamento del format a 24 squadre favorisse le grandi sorelle del calcio europeo. Niente di tutto questo. E' mancato poco che anche i tedeschi, campioni del mondo in carica, finissero dietro la Polonia: decisiva, pensate un po', la differenza reti. Un disastro le altre squadre dell'Est: a casa Romania, Russia, Ucraina e Repubblica Ceca.

Per il governo di Putin un'altra dolorosa stilettata dopo la squalifica per doping dell'atletica leggera ai Giochi di Rio. Ci saranno stati motivi validi se anche Capello non ha fatto miracoli. E la Grande Russia, particolare non trascurabile, ospiterà fra due anni la prossima edizione del Mondiale di calcio.