Tyson Gay fulmine dopato Il Mondiale perde l'anti Bolt

Positivo a un controllo in maggio: "Ho sbagliato a fidarmi di qualcuno". "Beccato" anche Powell con altri quattro giamaicani, due ori olimpici

Ci mancava. Nella domenica nera del mondo dell'atletica si è perso il più credibile anti Bolt. Tyson Gay positivo all'antidoping e con lui Asafa Powell e altri quattro giamaicani: è il solito pugno nello stomaco. Non ci siamo ancora abituati alle raffiche ingannatorie che, di tanto in tanto, ci rifila il ciclismo, figuriamoci con l'atletica dove i campioni extraterrestri sono pochi e vanno gestiti come panda.

Tyson Gay è il più extraterrestre dei terrestri che se la vedono con Usain Bolt: lo dicono i tempi. Quest'anno andava come un siluro (poi, naturale, c'è il problema di quale benzina usi): record mondiale stagionale nei 100 metri (9"75), super anche nei 200 metri, dove il tempo (19"74) è stato il migliore finchè Bolt non ha corso a Parigi, il 6 luglio, in 19"73. Vincitore dei Trials Usa, in vista dei mondiali di agosto a Mosca, in entrambe le distanze. Gay pregustava, e faceva pregustare la sfida regina: fra l'altro, l'ultima volta che aveva vinto ai Trials sulle due distanze, nel 2007, poi diventò campione mondiale in entrambe le specialità.

Ma, a quei tempi, Bolt stava per esplodere con tutto il suo magico prodigio di campione. E se Usain finora non è stato lambito dal doping, i giamaicani sì (vedi la due volte olimpionica dei 200 Veronica Campbell-Brown un mese fa) e ormai un po' tanti. Solo ieri - nella domenica nera dell'atletica - altri cinque, di cui tre velocisti, come rivelato dalla stessa federazione atletica del paese caraibico. Tutti positivi a un controllo effettuato a fine giugno durante i trials di Kingston che valevano il pass mondiale.

Tra questi Asafa Powell (che nel 2007 a Rieti stabilì l'allora record mondiale dei 100), di fatto un altro potenziale rivale di Bolt nella corsa regina dell'atletica, Nesta Carter e la «pantera» Sherone Simpson. Tutti ori olimpici: Powell e Carter nella staffetta 4x100 a Pechino 2008, con bis del secondo a Londra 2012, nelle squadre in cui c'era anche il fulmine di Trelawny; la Simpson sul gradino più alto del podio ad Atene 2004 e seconda agli ultimi Giochi con la 4x100 al femminile. La sostanza incriminata sarebbe uno stimolante e pare che i cinque - gli altri due sarebbero lanciatori - abbiano potuto assumerla attraverso un nuovo integratore inserito di recente durante gli allenamenti.

Tyson Gay (un nome, una garanzia per cacciarsi nei guai) è saltato per aria per un controllo a sorpresa, eseguito il 16 maggio durante un periodo di allenamento e dopo una gara: non ancora nota la sostanza, ma l'atleta ha raccontato la storia parlando al telefono da Amsterdam, ed ha annunciato l'autoesclusione (scontata) dai mondiali.

Venerdì ha ricevuto la notizia dall'Usada, agenzia americana antidoping. Seppur con lacrime agli occhi, è una scena e una sceneggiatura conosciuta e riconosciuta.

Gay ha aggiunto di essere in attesa delle controanalisi, ma le parole hanno tradito qualche certezza. «Non ho mai fatto nulla di sbagliato. La mia storia è pulita. Non posso parlare di sabotaggio, mi sono fidato di qualcuno e questa fiducia è stata tradita. Ho fatto un errore, qualsiasi punizione mi diano la accetterò: in casi come questi bisogna dimostrarsi uomini». Fine della storia per un po' di anni, forse per sempre essendo prossimo a compiere i 31 anni (9 agosto): non ci sarà molto da recuperare.

Spesso tradito dal fisico, stavolta è successo di peggio. Vero o non vero che qualcuno lo ha tradito? Quando gli sprinter volano c'è sempre da stare con occhi aperti, ma Gay era uno che sapeva volare davvero sulla pista. Il vero nemico era il fisico. Eppure in questa stagione stava tenendo, dopo anni di problemi al tendine del ginocchio e all'inguine e dopo essersi sottoposto ad un intervento chirurgico all'anca. Per quel fisico e quelle anche di cristallo aveva perso qualche occasione: un infortunio agli adduttori lo mette fuori dalle selezioni dei 200 m per i Giochi di Pechino e lo sgambetta ai Giochi sui 100, si infortuna ancora agli adduttori durante il riscaldamento che precede la semifinale dei 100 metri ai Trials di Eugene: così deve rinunciare alla gara e di conseguenza al mondiale di Daegu 2011, quando poi Bolt verrà squalificato alla partenza dei 100 metri. Insomma Gay non è stato un uomo segnato dalla benevolenza della buona sorte.

I tre ori ai Mondiali di Osaka 2007 (100, 200 e 4X100) sono la sua stella d'onore, ma anche il 9"69 ottenuto nel 2009, a Shangai, vale la seconda prestazione mondiale di sempre. L'anno scorso ai Giochi di Londra, invece, la beffa fu totale: 2° in semifinale, in finale corre in un ottimo 9"80, che gli vale solo il 4° posto dietro Bolt (9"63), Blake (9"75) e Gatlin 9"79. Venne definito la più veloce medaglia di legno della storia. E chissà che da quella beffa non siano arrivati i cattivi consigli(eri).