Uefa come la Ue, i burocrati «tagliano» l'erba

Tutte le eurofollie in un manuale. Al Psv vietato celebrare l'88: evoca Hitler

Alec CordolciniGli euroburocrati sono ovunque, e non risparmiano nemmeno il dorato mondo pallonaro. Anzi, le modalità utilizzate dalla Uefa per gestire l'organizzazione delle partite di Champions rappresentano un incrocio tra quelle di una forza di occupazione militare e un tribunale kafkiano. Invece di preoccuparsi di tutte le squadre indebitate, la federazione europea sforna un'infinità di regole, norme e codicilli che spesso vanno oltre la logica e il buonsenso. E' tutto messo nero su bianco sul manuale di oltre 200 pagine che ogni società partecipante alla Champions League si vede recapitare ogni anno. Nel volume si legge per esempio che la misura massima del nome del club stampato sui calzettoni dei giocatori deve essere di 12 centimetri quadrati, con lettere non più alte di 2; i posti a sedere nello spogliatoio ospite devono essere minimo 25; l'erba va tagliata suddividendo il campo in quattro quadrati da 5.50 metri e sei da 6.10, partendo dal lato sinistro del terreno gioco; i pannelli pubblicitari a bordo campo devono soddisfare determinati requisiti tecnici, pena la loro rimozione e il noleggio di pannelli direttamente forniti dalla Uefa al costo di 25euro a partita. E si potrebbe andare avanti per pagine e pagine. Altrettanto singolari sono le regole non scritte. In occasione di Psv Eindhoven-Wolfsburg dello scorso 3 novembre, i membri del Venue Team Uefa fecero rimuovere lo striscione Remember 88, riferimento alla prima e unica coppa Campioni vinta dal Psv nel 1988. Il motivo? Nell'alfabeto il numero 8 corrisponde alla lettera H, quindi 88 avrebbe potuto essere associato a Heil Hitler. Non è finita: la Uefa ha coperto con adesivi tutti i loghi Philips presenti nello stadio (che oltretutto si chiama Philips Stadion, ma lo speaker ha dovuto annunciare «benvenuti al Psv Stadion») in quanto l'azienda non è tra gli sponsor della Champions. Così il bar non ha potuto vendere birra Bavaria ma solo Heineken. Nessuno però batte ciglio perché, come dicono gli inglesi, he who pays the piper calls the tune. Chi paga comanda.