Un'Inter senza motivazioni l'ultima paura di Mancini

Il rischio reale è ritrovarsi con una squadra vuota e un paio di mesi di campionato da giocare, ora che gli obiettivi non ci sono più, finiti, senza quelle motivazioni che muovono la classifica e afferrano le coppe.

Mancini dice che questo pericolo non c'è, sono professionisti e bravi ragazzi, giocatori dell'Inter. Non tutti, lo sa anche lui.

Nel vuoto pneumatico di queste ore in cui c'è la gara a scuotere la squadra, il vicepresidente Javier Zanetti si è infilato con zero carezze: «Ognuno si prenda le proprie responsabilità. I tifosi sono intelligenti, e capiscono. Restano undici partite da onorare al massimo. Stiamo costruendo qualcosa che duri nel tempo e Mancini è la persona adatta. Non è come dieci anni fa quando si stava formando una squadra ricca di campioni. Ora la strada da seguire è diversa e bisogna aspettare il processo di crescita. Il nostro lavoro ora è mettere a disposizione dell'allenatore una squadra che possa reggere il confronto ad alti livelli, su tutti i fronti. Indossare la maglia dell'Inter non è per tutti, è difficile. Quando i giocatori capiranno, le cose miglioreranno».

Da Giacarta si è fatto vivo anche il presidente Thohir con un messaggio nel quale chiede il massimo impegno nelle prossime 11 partite. Lui vuole l'Europa league, desiderio non così condiviso, almeno questo sembrava verso le undici di giovedì sera. Meglio stare fuori dall'Europa e concentrarsi sul campionato? La Lazio è un esempio, la Fiorentina, ancora dentro in tutto, un altro più interessante. Ma erano passati solo pochi minuti dalla seconda eliminazione in coppa di questa stagione dopo quella del San Paolo con il Napoli, idee confuse, futuro incerto. «Proveremo a vincere tutte le partite - ha promesso Guarin -, per cercare di tornare in Europa». Apprezzabile e scontato. La società ha sentito puzza di bruciato ed è intervenuta energicamente: ora l'obiettivo è l'Europa a tutti i costi, Mancini sta costruendo e gode della massima fiducia. E dietro qualcosa succede, inteso come reparto difensivo, Juan Jesus ha avuto una involuzione che ha sorpreso tutti, Campagnaro ormai si è preso il rosso dalla curva. Ieri squadra a rapporto di Ausilio e Fassone, parole forti, domenica sera c'è la Sampdoria che vola senza coppe europee.