Urlo Casalmaggiore Trionfo Champions con super Piccinini

Vanni Zagnoli

La storia si fa a Montichiari, dove c'è persino l'aeroporto. Casalmaggiore è campione d'Europa di volley femminile, dopo l'unico scudetto. Tutto è conquistato al primo colpo, tesaurizzando al massimo ogni occasione. Il weekend bresciano è impetuoso, con il doppio 3-0: alla Dinamo Kazan della 35enne Antonella Del Core (ieri sconfitta anche dal Fenerbahce di Lucia Bosetti, terza) e al Vakifbank di Istanbul. Le turche sono guidate dal modenese Giovanni Guidetti, già per due volte sul tetto d'Europa, abbattuto a sorpresa dall'altro geminiano, Massimo Barbolini, ct della terza uscita olimpica di fila ai quarti.

Ecco, la favola di questo paese cremonese di 15mila abitanti, al confine con le province di Parma, Reggio e Mantova, alimenta le illusioni di primo podio a cinque cerchi. Marco Bonitta è il ct dell'unico mondiale di volley muliebre (Germania 2002) e del quarto posto di Milano '14, a maggio in Giappone qualificherà l'Italia per Rio e registra il ritorno da leonessa di Francesca Piccinini, 37 anni e 20 punti. La bellezza sottorete salta alta e merita la quinta olimpiade. La Picci sembrava finita, per la ventitreesima stagione si conferma di una professionalità impressionante. Girò 10 squadre, compresa una puntata in Brasile, a Casalmaggiore punta alla grande slam. È alla sesta Champions, all'Italia il trofeo mancava da 6 anni, quando vinse Bergamo, sempre con Francesca in copertina. Ha la civettuola maglia rosa della Pomì, è contornata dall'opposto tedesco Kozuch, dalla capitana Tirozzi e dalla centrale serba Stevanovic, che irretiscono l'americana Hill, mvp del mondiale.

Anche le casalasche sono stellate a strisce, sotto la regia di Carli Lloyd, già primattrice a Busto e a Conegliano, e al centro svetta Gibbemeyer. Giocano a Cremona e catturano anche il pubblico del basket. Che importa se la Cremo dal '97 sia stata in B solo due volte. Nella pallavolo la scalata è fulminea, con 3 palazzetti cambiati: nel 2008 la fusione con Ostiano, in B2; due anni più tardi la B1, subito l'A2 e nel '13 il ripescaggio in A1. Siamo a 13 chilometri da Viadana, dove il rugby vinse uno scudetto, a 18 da Brescello, ovvero la terra di Peppone e don Camillo. E in fondo anche questa è una storia da Guareschi.