Usa fuori, ma il calcio sfonda in America, battendo l'audience NBA

Agli Americani ora piace un nuovo sport, ovvero il calcio: a testimoniarlo sono i ventitre milioni di spettatori di media che hanno seguito l'ottavo di finale che ha visto gli USA soccombere contro il Belgio e la partita del girone che li ha visto contrapposti al Portogallo

Gli Americani pare abbiano trovato un nuovo sport da seguire con grande passione: si tratta del calcio, ed in particolar modo dell'avventura della truppa di Klinsmann al Mondiale, dato il risultato record di spettatori che hanno partecipato all'evento, e più nello specifico nel quarto che ha visto la formazione degli Stati Uniti contrapposta a quella del Belgio, che ha visto la formazione a stelle e strisce sconfitta nei tempi supplementari per due reti ad una.

Un risultato che sicuramente non ha reso felice gli amanti di tale disciplina, ma che mette in mostra come gli Stati Uniti e gli undici giocatori scesi in campo abbiano dato il meglio di loro stessi: la squadra di Howard, portiere che è riuscito a dimostrare a tutti il proprio valore, è uscita sconfitta ma a testa alta, dato che fino al centoventesimo minuto, grazie anche alla prima rete segnata dopo soli tre minuti dall'inizio del secondo tempo, i giocatori hanno dimostrato di esser in partita, seppur il Belgio sia stato complessivamente superiore a loro.

Sono stati circa ventidue milioni coloro che hanno seguito la partita degli ottavi: un risultato veramente elevato che mette in imbarazzo gli altri sport come il basket, che è riuscito semplicemente a raggiungere di media, nelle finals tra San Antonio e i Miami di LeBron James, i quindici milioni di telespettatori, risultato pur sempre elevato ma ben distanteda quello ottenuto dalla squadra di calcio dei Mondiali.

Altri risultato dello stesso livello, se non superiori si è registrato sempre quest'anno: il primo è di quasi venticinque milioni di telespettatori, ottenuto sempre dalla squadra degli Stati Uniti di calcio contro il Portogallo, scontro terminato sul due pari.

Commenti

maurizio@rbbox.de

Gio, 03/07/2014 - 17:52

Ma è ovvio. Persino negli Usa dove si gioca quasi ovunque resta il fatto che il Basket è uno sport difficile in cui le "barriere all'entrata" (altezza, velocità, coordinazione, atletismo, tecnica ecc ecc) sono molto dure da superare, mentre nel calcio uno normale, come Geoff Cameron o Wondolowski possono giocare addirittura nella nazionale USA. Per il basket serve un pallone appena decente e un canestro (certo bastano anche un arancia e 2 bidoni della pattumiera ma non puoi palleggiare quindi la cosa non rende), per il calcio un barattolo e 4 pietre e già hai palla e porte e già puoi provare un dribbling, uno-due, cross e tiro. Nel basket non puoi imitare le stelle, nemmeno un momento. Per dire: se vuoi imitare Jordan e schiacciare dalla linea del tiro libero devi avere determinate "features", caratteristiche. Non te le puoi dare nemmeno per sbaglio, se non ce le hai NON potrai imitare MJ. Viceversa un tiro a volo alla Van Basten un dribbling secco, un incornata, un "sombrero", una rovesciata o che, una volta nella vita riesce a tutti (a chi ci prova ovviamente) e in quel momento ti senti Pelé. Insomma è storia vecchia e già vista. Ma va bene così. Il basket resta una cosa da Dei per gli Dei e resterà così, anche se gli spettatori del calcio saranno sempre di più.