Vacilla l'amore per Benitez Ma il Napoli traballa di più

Napoli, Sprofondo azzurro. Neanche il più pessimista dei tifosi avrebbe immaginato il Napoli lontano dalla vetta di ben 8 punti dopo 15 giornate di campionato. Sabato notte, al termine del match pareggiato 3 a 3 contro la rimaneggiata Udinese, i fischi del San Paolo hanno spinto l'undici di Rafa Benitez a testa bassa dentro gli spogliatoi. Altri 3 gol presi da una difesa principale accusata di questo sfascio non annunciato e amore miseramente finito tra le magliette azzurre e gli ultrà.
I fischi, nemmeno una novità quest'anno: era già accaduto due match fa, quando Higuain e compagni avevano pareggiato 2 a 2 con il Parma. Sette gol presi nelle tre ultime partite di campionato da squadre dotate di attacchi per niente irresistibili, come Parma, Lazio e Udinese. E, i bianconeri erano anche senza il loro uomo più importante, l'intramontabile Totò Di Natale. Altrimenti chissà come sarebbe finita. Ma, il bilancio delle reti subite è ancora più pesante se si pensa che negli ultimi cinque match, gli azzurri hanno incassato ben 10 gol. Una media sicuramente non da squadra che, almeno nelle intenzioni societarie, era partita per vincere tutto.
Appunto. Il triplete sognato in estate dal padrone, Aurelio De Laurentiis, (accusato di spendere poco, anche se soldi in cassa ve ne sarebbero tanti) rischia di trasformarsi nel giro di quattro giorni in un grande flop. Insomma, a due settimane dalla pausa di campionato, la squadra di Rafa Benitez potrebbe essere già fuori dalla Champions (obiettivo dichiaratamente privilegiato dalla società) e dal campionato, se Hamsik e compagni dovessero continuare a perdere punti per la strada e la Juve a non accusare battute di arresto. E, mercoledì sera a Fuorigrotta (un tempo c'era la legge del San Paolo), scende il terribile Arsenal, ma per superare il turno e accedere agli ottavi di finale di Champions sarà obbligatorio battere con 3 gol di scarto gli inglesi. Se cosi non dovesse essere fallirebbe il primo obiettivo della stagione e scatterebbero impietosi i paragoni con l'odiato (calcisticamente parlando) Walter Mazzarri, che due stagioni non superò di un pelo la qualificazione agli ottavi ma con una formazione almeno sulla carta di minori pretese. E, per continuare il ciclo terribile di Benitez, domenica prossima al San Paolo arrivano proprio le truppe di WM. Desideroso di rivincite contro la sua ex società, che in più occasioni non gli ha lesinato critiche (per usare un eufemismo) per avere lasciato i colori azzurri per quelli più prestigiosi neroazzurri.
Proprio l'illustre ex, dopo le critiche, adesso comincia a essere rimpianto. Almeno a giudicare da quello che si legge sui social network. Anche l'irriconoscente odio calcistico nei confronti di Cavani sembra affievolirsi ad ogni partita. Insomma, Higuain accolto a Napoli con toni esageratamente trionfalistici finora non ha rimpiazzato degnamente il Matador, che invece, difficilmente sbagliava una partita e a volte si rivelava utile anche in difesa.
Adesso molti tifosi si interrogano preoccupati sulla reale forza del Napoli. In molti temono di essere stati beffati dagli annunci della società, che aveva fatto loro credere di avere allestito uno squadrone in grado di affrontare ad armi pari Real Madrid, Barcellona, Bayern, i due Manchester, il Chelsea. Dopo avere visto la difesa all'opera e l'inconsistenza dei vari Inler e Armero i tifosi si chiedono se con questo impianto si poteva ambire veramente a vincere tutto. Un avvertimento a Mazzarri che dal «suo» Napoli vorrebbe prendere qualche difensore (vedi Cannavaro, che nemmeno gioca) per rinforzare (si fa per dire) l'Inter.
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