Valentino? No, Iannone. Vince l'altra Italia

MotoGp al Mugello: domina Lorenzo, Dovizioso terzo. Valentino: "Mai così bene sull'asciutto". Stoner fantasma: la gara più brutta. L'abruzzese Andrea Iannone vince in Moto2

Ha vinto Lorenzo, Yamaha, partenza, sorpasso, fuga, dominio e arrivederci e grazie. Al Mugello il Vale ha chiuso quinto, «miglior gara sull'asciutto» ha detto, però è quel che non dice che interesserebbe sapere, il suo futuro. Al Mugello Dovizioso ha azzannato il podio, però dice «il merito non basta, se Yamaha non mi dà una moto ufficiale emigro in Sbk» e allora via un altro.
Purtroppo va così. L'Italia del Gran premio d'Italia non è più l'Italia di quando si vinceva a raffica e si coloravano di tricolore tutti i gradini del podio e c'erano i Rossi e Biaggi e Capirossi e Melandri e, massì, anche il Simoncelli, diamine quanto manca il povero Sic. Non è più quest'Italia sparpagliata e spesso vincente in tutte le classi. Facciamocene una ragione in attesa che il Vale svolti sulla Rossa o emigrando altrove, in attesa che il prossimo anno ricominci a togliersi soddisfazioni con il chiaro obiettivo di vincere, possibilmente tornando a stravincere, glielo auguriamo, per poi salutare tutti nel modo che ha sempre sognato: da dominatore. Facciamocene una ragione, sarà cosa breve la sua, al massimo un paio di stagioni ancora, ma dopo di lui che Italia sarà in MotoGp? Ancora questa?

Meno male che stavolta c'è l'Italia di Iannone in Moto2, ottimo pilota che forse non è un fuoriclasse o forse sì, però di certo sconta il disinteresse con cui i media per primi, ma anche i tifosi, suvvia, ammettiamolo, seguono le altre classi. Perché la new generation di chi racconta le moto e di che le ama e tifa non è più quella dura e pura del passato, quella che in un modo o nell'altro, nella classe regina, gioiva per i fasti di Agostini, per Lucchinelli, per Uncini, per le imprese spot di Cadalora nelle classi regine, però sapeva tenere gli occhi e il cuore ben puntati anche sulle piccole e faceva titoloni e s'emozionava e si spellava di applausi se un Gresini vinceva in 125, se spuntava un Capirossi con foulard al collo, se Biaggi diventava corsaro nero in 250, se un folletto Robin Hood delle piste sbocciava e si chiamava Valentino Rossi e Rossifumi e correva in 125 lungagnone com'era.

Per cui bravo il Dovi terzo, però Andrea Iannone ha vinto il Gp d'Italia. E Romano Fenati ha chiuso secondo in Moto3. Quando una vita fa vincevano Biaggi e Capirossi nel motomondiale e c'era un tal Mick Doohan che dominava in 500, quanto ci siamo spellati le mani per Max e Loris e anche il primo Valentino sulle piccole, snobbando i trionfi dell'australiano? Torniamo a farlo. Eravamo felici dei nostri eroi sulle piccole. Ricominciamo ad esserlo. Fa bene a noi. Lo dobbiamo a loro.