La Var vuole un pari ma ci pensa Cutrone. E Gattuso finalmente può fare festa

La tecnologia annulla una rete a Higuain e una a N'Zonzi. Poi il baby entra e segna

MilanoIl primo Milan-Roma a stelle e strisce si colora di rossonero con la giocata di Higuain che manda in porta Cutrone e fa esplodere San Siro. È un segnale di quella che potrà essere la stagione rossonera. È già il Milan del Pipita che prende per mano la squadra, con una prestazione a tutto campo. Il Milan, dopo i processi di Napoli, volta pagina con una prestazione ancora convincente per un tempo, ma ieri sera ha dimostrato di aver capito la lezione dell'esordio restando dentro la sfida fino alla fine. Festeggia la proprietà americana di Elliott, mentre per quella di Pallotta saranno altri giorni di passione. Anche perché la squadra di Di Francesco è ancora alla ricerca di se stessa, come conferma il cambio dalla difesa a 3 a 4 a partita in corso.

Invece Gattuso sembra avere le idee chiare e soprattutto il coraggio di voler vincere a tutti i costi, inserendo la seconda punta nel finale. Una mossa che premia anche le scelte iniziali. Perché i due allenatori per togliersi dalla graticola avevano scelto vie diverse. Quella della continuità Rino Gattuso che rispetto a Napoli cambia solo Borini per il rientrante Calhanoglu. Il tecnico rossonero soprattutto insiste nel solco tracciato nella passata stagione perché dal San Paolo a San Siro, l'unica novità dell'estate titolare è sempre e solo Higuain. Questione di ambientamento dei nuovi o necessità di dare certezze alla squadra, comunque sia Gattuso manda un messaggio preciso: a questo gruppo mancava solo un attaccante. E soprattutto se la gioca come vuole lui, alla faccia del solito fantasma di Antonio Conte. Il Pipita rappresenta quindi l'unico elemento di discontinuità sul campo tra cinesi e americani.

Il Milan parte bene. Elettrica la squadra di Gattuso, letargica quella di Di Francesco che cambia molto dopo l'Atalanta. Difesa a tre con i debutti assoluti di Marcano e Karsdorp. Cinque novità rispetto all'anno scorso, troppo per San Siro: Pastore impalpabile, N'Zonzi è solo diga davanti alla difesa. I rossoneri prendono campo e creano occasioni con Calabria che spreca e Higuain che scalda le mani a Olsen. Suso e Calhanoglu aprono la difesa giallorossa, che cade al 40' quando Fazio apre la porta a Rodriguez (trasformato rispetto all'anno scorso) che manda in gol Kessie. Vantaggio meritato. Di Francesco dopo l'intervallo torna alla difesa a quattro, con El Shaarawy al posto di Marcano, ma come a Napoli è soprattutto il Milan ad andare in bambola. Higuain perde una brutta palla, ma Dzeko lo grazia. Nella sfida tra numeri nove fa il bosniaco fa scena muta. Lo sbandamento rossonero dura pochi minuti, ma la Roma più logica guadagna metri e su una palla rimbalzina in area Fazio trova l'angolo giusto. Il Pipita prova a rialzare subito il Milan, in calo più per una questione fisica che mentale, ma il Var gli annulla il primo gol rossonero per una questione di millimetri. La tecnologia bipartisan cancella pure il sorpasso giallorosso viziato da un fallo di mano di N'Zonzi prima di mettere in rete. Gattuso chiude con due punte: è la mossa vincente. N'Zonzi si addormenta, Higuain pesca in area Cutrone per il colpo da tre punti che manda all'inferno la Roma. Il Milan del Pipita tocca il cielo con un dito.