Via alla vasca Pellegrini «turista» nel dorso

E ora tocca ai superdotati del nuoto e all'Italia del riscatto post olimpico. Non c'è Phelps ma è come se ci fosse. L'hanno portato a Barcellona per fare l'uomo spot in attesa di rivederlo in acqua. Non è una certezza, ma una speranza del business acqueo, in attesa che Ryan Lochte dimostri le qualità di uomo pescecane e gli altri spieghino invece che, a Barcellona, parte una nuova era del nuoto.
Dieci anni fa nella piscina del Montjuic nasceva la stella del magnifico Phelpone, è stata una decade di gare e record stratosferici, ora avanti gli altri. C'è spazio per tutti dall'americano Nathan Adrian, il re olimpico dei 100 sl, al sudafricano Chad Le Clos, il farfallista che a Londra ha detto a Phelps: fatti più in là, fino ai siluri australiani che oggi cercheranno di ritrovare il podio del comando nella staffetta 4x100 stile libero.
Poi c'è il mondo donna che non è più affare da medaglia per Federica Pellegrini ma ha nei piedoni numero 46 di Missy Franklin una meraviglia nelle meraviglie. La ragazza destinata ad essere un Phelps con le tette, ci proverà in otto gare, metterà forza fisica e i suoi intrepidi 18 anni nel frullatore. E con lei la sedicenne Ruta Meilutye, ranista ucraina che fa strabuzzare gli occhi e che alle Olimpiadi non smetteva di piangere, Ye Shiwen la diciassettenne cinesina che, nelle frazioni a crawl dei misti, va più forte degli uomini e nessuno è riuscito ancora a scoprire se goda di aiuto chimico.
Questo è il mondo in estrema sintesi, poi c'è l'Italia. E allora se Federica Pellegrini farà un giro di prova nei 200 dorso, Ilaria Bianchi e Fabio Scozzoli proveranno a mettere il pepe. Scozzoli è il team leader della speranza, Ilaria la ragazza che non ha paura nemmeno di dire: «Andiamo per medaglie». C'è chi pensa a Matteo Rivolta con la sua farfalla che ha restituito interesse alla specialità. Oggi tutti in vasca: le staffette veloci cercheranno una finale, Scozzoli, la Bianchi e Rivolta cominceranno dalla semifinale. Poi si vedrà.