Vendicato il «Maracanazo» Il Brasile si prende la finale

Il Brasile, come si pensava ma non come si è visto. L'Uruguay battuto da se stesso. Semifinale modestissima, novanta minuti non degni di tanto censo. Brasile in finale ma senza incantare nessuno. Un rigore sbagliato da Forlan, un gol sbilenco di Fred, il primo tempo di Brasile Uruguay è stato una ciofeca, sembrava Chievo-Albino Leffe, per le maglie e per la modestia del football. Roba da non credere ai propri occhi, mai visti tanti errori in una partita così carica di storia, di fascino, di passione, di cognomi illustri.
Il calcio è bello perché è vario ed imprevedibile. Lo ha confermato la Celeste uruguagia che avendo a disposizione centoventi milioni di euro, nei piedi di Suarez e Cavani, ha consegnato il pallone del rigore alla riserva di Milito, al secolo Diego Forlan, da ricordare a Milano per l'ondame dei capelli trattenuto da fascetta. Ieri sera l'ex interista si è trovato a undici metri dalla storia e da Julio Cesar suo sodale meneghino, ha sorriso pure e deve aver pensato:"ma guarda un po' che cosa doveva capitarmi". Ma Forlan non è parente né di Pepe Schiaffino, el dios del football, né di Alcide Ghiggia, eroi del Cinquanta. Infatti ha calciato come un turista in spiaggia, da dilettante e Julio Cesar ha fatto il gatto con il gomitolo mandando in corner il palloncino del biondo avversario. Fino al gol di Fred, al minuto 40, su invenzione di Neymar, il popolo di ogni dove nel mondo si è chiesto se la partita di semifinale tra Brasile e Uruguay fosse una fiction, una comica tra villeggianti o se i calciatori in campo fossero vittime di intossicazioni alimentari o simili. La memoria della partita della vita, quella del sedici luglio del millenovecentocinquanta, è stata violentata da gaffes e incertezze, i milionari di oggi hanno fatto rimpiangere i campioni di un tempo, di certo Julio Cesar, a differenza di Moacyr Barbosa, non dovrà scappare, perseguitato in ogni luogo brasiliano, lui è stato l'eroe sul rigore fesso di Forlan, nunca mais, mai più fu il titolo dei quotidiani di Rio nel Cinquanta, nunca mais sarà lo strillo dei giornali di Montevideo. Brutto, malinconico football, senza idee, senza spunti, vedendo Luiz Gustavo ho pensato che giochi meglio di Felipe Melo ma trattasi sempre di un trattore, il fucibol bailado è un'altra cosa; osservando David Luiz, una comparsa, ho ripensato a Leo Junior, artista, il pari di Cavani è arrivato proprio da un errore del riccioluto del Chelsea.
E allora la partita, nel secondo tempo, è stata più seria, più aspra ma ancora con molte imprecisioni e qualche intervento maligno fino al gol di Paulinho sul corner di Neymar. Fine delle illusioni uruguagie e carnevale brasiliano ma con coriandoli di plastica.


Marcatori: 41'pt Fred; 4'st Cavani, 42'st Paulinho
Brasile: Julio Cesar; Daniel Alves, Thiago Silva, David Luiz, Marcelo; Paulinho, Luiz Gustavo, Oscar (28'st Hernanes); Neymar (47'st Dante), Hulk (19'st Bernard), Fred. Ct Scolari.
Uruguay:
Muslera; Maxi Pereira, Godin, Lugano, Caceres; Gonzalez (39'st Gargano), Arevalo, Rodriguez; Cavani, Furlan, Suarez. Ct Tabarez.
Arbitro:
Osses (Cile).

Ammoniti: David Luiz, Cavani, Luis Gustavo; Gonzalez, Marcelo.
Spettatori: 63mila circa.

Commenti
Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Gio, 27/06/2013 - 18:19

Credo che Del Bosque dopo la partita abbia già comprato lo champagne per la coppa.