Venezia si rituffa nei sogni, Recalcati la frena

L'ultima brutta notizia l'ammonizione del presidente vulcanico Brugnaro per proteste e della società per mancanza di acqua calda (!) nello spogliatoio degli arbitri, l'unica sconfitta contro i grandi favoriti dell'Emporio Armani alla terza giornata, per il resto rose e qualche fiore. La Reyer Umana Venezia è sola in testa alla classifica del basket, una delizia provata ai tempi degli scudetti '42 e'43, in tempo di guerra, quando il motore era Rico Garbosi, poi allenatore del primo scudetto varesino, un momento fugace di euforia provato con il mitico paron Tonino Zorzi nella stagione '68-69, quando il campo era l'Arsenale o la Misericordia dove si giocava fra gli affreschi del Sansovino.

Adesso tutto è diverso. La Reyer deve farsi ospitare in terra ferma, al Taliercio di Mestre, è la squadra di Venezia, ospitale solo con le grandi navi, ma la laguna sembra lontana anche negli affetti se nell'ultima partita contro Caserta c'erano 500 posti vuoti in un palazzo che ne tiene poco più di 3000 e molti abbonati hanno preferito la televisione, perché portare i ragazzini di sera non è mai una cosa semplice, anche se in Lega non se ne accorgono.

Le cadute di Reggio Emilia e Sassari hanno aperto il varco per far passare la squadra di Micione Charlie Recalcati, l'allenatore che ha dato il primo scudetto a Siena e alla Fortiudo Bologna, quello della stella a Varese, l'argento olimpico alla Nazionale nei Giochi di Atene. Presto per brindare o illudersi. Il nemico da inseguire davvero alla fine sarà l'Emporio Armani, quello che ha lasciato la Reyer senza energie (80-71) il 26 ottobre al Forum dove questa sera Milano si gioca il passaggio del turno in Eurolega affrontando alle 19 (diretta Foxsport 2) il Bayern di Monaco. Però è bello anche vivere questo momento di gloria, pur essendo ancora incompleti, perché l'ultimo acquisto Nelson, ex senese come Oertner, Ress e Viggiano, non è pronto e il giovane talento Moore, il più atteso, è sempre alla ricerca di se stesso.

Recalcati conosce la foresta dei canestri, ha visto di tutto, come giocatore ed allenatore, si gode il primo posto, ma sa benissimo che questa Reyer non è ancora quella che sognava. Domenica andrà a Pesaro e, pur sapendo che dietro spariglieranno Milano e Sassari impegnate al Forum, non si illude. Lui è sempre stato il filosofo che ai presidenti ricchi e smaniosi chiedeva calma, perché i conti veri si fanno soltanto alla fine. Intanto si gode la certezza di avere centrato il posto per le finali di coppa Italia a Desio, con la quasi garanzia di essere fra le otto dei play off. Per il resto meglio essere cauti: in questo hanno l'allenatore più bravo per schivare l'esaltazione esagerata.