Ventura, primo giorno. Ha la password giusta

Tavecchio lo ufficializza ct: «È il meglio per proseguire il lavoro». E lui: «Io cerco i codici per entrare dentro i miei giocatori»

Due frasi rendono l'idea della personalità di Giampiero Ventura, da ieri nuovo ct dell'Italia con contratto biennale da 1,3 milioni a stagione. La prima: "Io cerco le password per entrare dentro le persone". La seconda, pronunciata appena prima di iniziare il quinquennio al Toro: "Ormai alleno per libidine". Questo è Giampiero Ventura, 68 anni e non sentirli, fresco sposo (con Luciana, trent'anni meno di lui) e nuova guida azzurra. "Il mio lavoro è far fare a qualcuno qualcosa che non vuole fare per fargli raggiungere quello che vuole raggiungere" è invece la frase manifesto del suo sito presa in prestito da Tom Landry, leggendario allenatore dei Dallas Cowboys di football americano.

Potrebbe bastare così, ecco. Il bello è che c'è riuscito spesso, anche. E a Torino, dove venne accolto da una piazza depressa, ha resuscitato passione, voglia, desiderio. "Se ne vada appena possibile, qui non c'è niente da fare", gli dissero i primi giorni. Come non detto: promozione, salvezza, Europa League giocata da protagonisti, prima di un'ultima stagione un po' crepuscolare. Succede a tutti, prima o poi. Aveva anche rinnovato il contratto fino al 2018, poi sono subentrate sensazioni strane da parte dell'ambiente e i sondaggi azzurri hanno fatto il resto: arriva al top dopo una carriera vissuta in provincia, prendendo il posto di Conte come era già successo a Bari. La leggenda vuole che lo chiamarono in Puglia perché il suo 4-2-4 somigliava a quello dell'attuale ct azzurro, e che nell'armadietto trovò i dvd delle partite del suo Pisa. Di sicuro, come Conte, è un gran lavoratore: metodico, perfezionista, pignolo. "Vivo di stress: mi nutro di adrenalina", ha ammesso. A Torino trascorreva in pratica la giornata al centro Sisport, il più delle volte con cena compresa "perché la pizza che fa il Pirata mi permette poi di dormire bene". Pur senza essere località di mare che adora la città della Mole è diventata sua: semplicemente e discretamente, come succede da queste parti. "Ha esperienza, capacità di gestire il gruppo e doti morali - ha detto Tavecchio -. È il meglio che ci sia per proseguire il lavoro di Conte: un maestro di calcio".

Adesso lo aspetta una nuova avventura (verrà presentato il 18 luglio in Figc), con la sua pelle spessa, uno staff ridotto (il vice Salvatore Sullo, il preparatore atletico Alessandro Innocenti e l'allenatore dei portieri Giuseppe Zinetti) e i numeri granata da esibire: 1737 giorni e 217 partite (85 vinte e 299 gol fatti). Più tanti giovani lanciati ad alto livello, con 64 milioni di plusvalenze messe insieme in tre anni grazie alla crescita di Darmian e Immobile, Cerci e Ogbonna. Il presidente Cairo ha apprezzato e adesso alcuni di quei giocatori gli saranno utili anche in nazionale: pure Cerci, sicuro. Uno che con Ventura ha sempre dato il meglio di sé, merito probabilmente di quella famosa chiave che solo lui conosce: la stessa usata pure con Belotti, tenuto in naftalina per un po' e poi esploso nel 2016 ma non al punto da convincere Conte. Magari ci proverà anche con Balotelli, il neo ct: ci riuscisse, realizzerebbe il capolavoro di un'intera carriera. Prima puntata, l'amichevole contro la Francia del 1 settembre. E ieri, poche ore prima dell'ufficializzazione della nomina a nuovo ct, Ventura ha fatto una foto ricordo con due poliziotti delle volanti della questura di Matera che lo avevano fermato per un controllo a campione.