Verratti e Balo, Italia prima della classe Uno è il più bravo, l'altro il più sfottuto

«Avevo già trascorso 18 anni in Italia e non ero ancora italiano. Per questo motivo spero che tutti i ragazzi come me che vivono questa situazione diventino italiani prima di quando lo sono diventato io».

Quel giorno a Concesio Mario Balotelli, nato a Palermo, prese la cittadinanza e senza parlare di razzismo, parlò di razzismo. In base alla legge 91 del 5 febbraio 1992, ha dovuto attendere i 18 anni per poterla ottenere, poiché il suo affido non era stato convertito in adozione. Il 13 agosto 2008 Mario era emozionato, disse: «Sono italiano, mi sento italiano, giocherò sempre con la Nazionale italiana». A quei tempi la stragrande maggioranza stava con lui e adesso ci dovremmo ricordare di tutto questo. Niente di serio e nemmeno di pesante, ma apprendere che il giocatore più sfottuto del web di tutta la Premier league sia un italiano ce le fa girare vorticosamente. Oltretutto il 52 per cento degli insulti è di origine razzista. Come la mettiamo?

Lo studio è stato effettuato dall'associazione Kick It Out che ha raccolto e catalogato 134 mila post di insulti contro calciatori e club britannici e ha scoperto che più di 8 mila sono stati indirizzati a Mario e di questi circa 4 mila si fanno beffe del colore della sua pelle. Staccatissimo con soli 1.700 insulti, è Danny Welbeck, ghanese come le origini di Mario, naturalmente nero anche lui. E non è finita, a sfottere sistematicamente Mario ci si sono messi i fans di Arsenal e United che hanno lanciato un hashtag in cui invitano a votare Balotelli come migliore attaccante del Liverpool di questa stagione per incoronarlo il 19 maggio nella serata di gala del club alla Liverpool Echo Arena. Mario si era chiesto: perchè sempre io? Ma poi è tornato in Premier e un giorno, magari involontariamente, ci ha spiegato perché: «Penso di essere più intelligente della norma, ma giuro che non mi interessa dimostrarlo».

L'altra faccia del nostro calcio oltrefrontiera è quella del pescarese Marco Verratti, un altro emigrato. Non ha mai messo piede in serie A ma veste l'azzurro e per Carlo Ancelotti il centrocampista del Paris Saint Germain è il migliore: «Verratti mi piace moltissimo anche se non ho mai tentato di portarlo al Real - ha detto a Es Radio -. Lui al Psg è un intoccabile non in vendita, ma per me è il miglior giocatore italiano in circolazione». Sono due primati, non è mai facile vincere, specie in uno sport popolato da chi non arriverebbe primo neppure nel torneo degli ignoranti.