Vettel mondiale non è un sogno impossibile

La splendida vittoria sull'Hungaroring può riaccendere le migliori prospettive di successo della Ferrari in questo discusso campionato mondiale: dopo tutto, siamo appena a metà cammino e i prossimi nove confronti possono consentire la strepitosa riuscita, con la disponibilità di enormi mezzi tecnici e di un quadruplice iridato dalle eccelse qualità di Sebastian Vettel. Primo, perché, dall'apertura delle ostilità, i progressi di Maranello sono stati continui e ammirevoli: non si dimentichi che all'apertura di Melbourne la macchina era a più dell'1,5% dalla British-Mercedes e ha ottenuto circa l'uno per cento di risalita; secondo, perché gli ultimi indirizzi, come la doppia partenza lenta dei dominatori, i rigori dei consumi da gara o la prossima eliminazione, dal Gp del Belgio, dei noti robot di partenza, rappresentano validi sintomi di ripristino dei migliori equilibri; terzo, perché sul fronte pneumatici qualcosa comincia a muoversi, dopo il fondo toccato a Silverstone. Fra l'altro, anche la sublime regia invisibile sembra essersi accorta di quel che significa il Cavallino, nell'interesse mondiale per la Formula 1, dopo tanti mali che l'hanno colpita.

Tuttavia, le condizioni indispensabili alla grande riuscita finale non sono né semplici né di facile realizzazione, ammesso che l'asse Fia-Fom la smetta con i favoritismi e pretenda la stessa equità nella competizione conosciuta nel passato. A cominciare dalla parità di trattamento con le gomme, oggi che qualche larvata protesta comincia finalmente a levarsi anche da parte dei nuovi dirigenti della Ferrari, dopo tante dimostrazioni di possesso di motori e di autotelai di grande levatura. Se una speciale mappatura di alimentazione, volgarmente detta "manettino", con la contropartita dei maggiori consumi e con la palese infrazione dell'Articolo 5.1.5, è consentita in qualifica a quella pur pregevole scuola motoristica di Brixworth, fondata dal grande Mario Illien e acquistata dalla Stella a tre punte, deve essere ugualmente permessa anche ai motoristi di Maranello. Altrimenti, piena trasparenza con i consumi. E, da ultimo, con tutta la comprensione per le frustrazioni conosciute dai tecnici, non si deve evitare una piccola critica costruttiva, nel campo dell'affidabilità e della preparazione generale, vedi MGU-K rotto in Ungheria e inconvenienti a inizio prove. A questo punto, non è più concessa la minima distrazione tecnica.