Il Villarreal blinda il nuovo Belotti ultimo baby in fuga

Castelli, 17 anni, dall'Albinoleffe alla Spagna, ma da Macheda a Petrucci, quanti si sono persi

Meditate, ragazzi, meditate. Perché, dopo avere lasciato l'Italia, è bello sognare e immaginarsi campioni. Però non sempre le cose vanno come si vorrebbe. L'ultimo ad avere salutato il Bel Paese è Davide Castelli, attaccante classe 1999 cresciuto nell'Albinoleffe ma ormai un calciatore del Villarreal: il club spagnolo lo ha strappato alla concorrenza a parametro zero, fissando immediatamente la clausola rescissoria a 20 milioni. Addirittura. Quattro anni e mezzo di contratto: all'Albinoleffe, società che l'ha cresciuto, andranno appena 160 mila euro, ovvero la cifra per il premio di formazione del centravanti che è già stato definito come il nuovo Belotti. Se ne va, Castelli: saluta Clusone e diventa un sottomarino giallo, avendo all'attivo appena due minuti con la prima squadra (lo scorso 18 dicembre, contro il Santarcangelo), evidentemente ritenuti sufficienti per scommettere sul suo conto.

Augurandogli buona fortuna, va però detto che l'essere considerato un fenomeno precoce non sempre garantisce un futuro altrettanto certo. Anzi. Il tutto, nonostante un recente dato pubblicato dal Cies l'osservatorio internazionale per il calcio di Neuchatel e già riportato dal Giornale parli chiaro: sono stati infatti 597 i baby calciatori europei che si sono trasferiti all'estero nel 2016. Secondo la fotografia del Cies, sulla scena calcistica continentale il 10,1% dei ragazzi è andato all'estero prima dei 18 anni: «Facendo una media è però la successiva puntualizzazione - i calciatori che si sono trasferiti da minorenni hanno avuto meno successo di quelli che sono emigrati con più esperienze alle proprie spalle».

L'Inghilterra è la meta più ambita, una specie di Eldorado del pallone. Fortemente voluta per esempio da Pogba che, da sedicenne, fece litigare il Le Havre e lo United, infine accordatisi con un conguaglio in denaro: poi il Polpo giocò analogo scherzetto a Ferguson arrivando alla Juve a parametro zero, ma questa è un'altra storia ancora. Per uno cui è andata (più che) bene, ce ne sono però altri che non sono riusciti a sfondare: Federico Macheda, per esempio, attaccante classe 1991 che il 16 settembre 2007, nonostante una promessa di contratto con la Lazio dal presidente Lotito, aveva firmato un triennale da 65.000 euro a stagione con il solito Manchester United: dopo un inizio promettente, Macheda si è però perso e da poco più di un mese si è accasato al Novara.

Altri casi? Quello di Vincenzo Camilleri, per esempio. Difensore cresciuto nella Reggina, classe 1992, prelevato in elicottero nell'estate 2008 dal Chelsea presso il centro sportivo della società amaranto: finì tutto in fretta, nonostante una successiva presenza anche con la Juventus, e oggi Camilleri gioca nella Paganese, in Lega Pro. Qualcuno ricorderà, tra gli altri, anche Luca Santonocito ('91 ex Milan) e Davide Petrucci ('91 ex Roma): il primo, tesserato dal Celtic, si trova adesso a Monza, il secondo è stato tesserato dal Manchester United e ora veste la maglia dei turchi del Caykur Rizespor.

Riflettere prima di fare le valigie pare insomma cosa buona e giusta. Ed è probabilmente quello che sta facendo lo juventino Moise Kean, il primo classe 2000 a debuttare in serie A e in Champions League: la tentazione dell'Inghilterra è fortissima, Raiola è personaggio particolare ma Marotta confida di riuscire a far firmare al vercellese il suo primo contratto vero. Di recente la ribalta esordendo nella massima serie - se l'è presa anche Pietro Pellegri, attaccante del Genoa che il 17 marzo compirà 16 anni: se vorrà andare all'estero, chi lo compra dovrà sborsare al massimo 200mila euro in accordo ai parametri della Fifa. Quello che insomma è successo con Castelli: giusto o no che sia, funziona così.