Repesa, quel tonfo europeo che gli ha segnato il destino

Paga l'ultimo posto in Eurolega, infortuni, mancati rinforzi e giocatori senza attributi

Primo in campionato, ultimo in Eurolega. Jasmin Repesa, allenatore dell'Emporio Armani di basket, la società più scudettata d'Italia, vive la stessa solitudine del suo collega juventino, ma è messo molto peggio, perché rivincere il titolo italiano è obbligatorio, anche ora che lo squadrone sembra sfuggirgli dalle mani, in più le otto sconfitte consecutive in Europa e restare fuori dai playoff sarà il suo vero fallimento.

Lo sa lui, lo pensa la società, lo teme Giorgio Armani che ci teneva davvero ad essere protagonista con una squadra rifatta cercando basi per un futuro senza angosce, cercando luce dove l'Italia del basket cammina senza vedere un successo da troppo tempo. Uno strano gioco delle parti sembra tormentare quelli che all'inizio sembravano avere tutto e adesso sono infelicemente prigionieri come diceva Coco Chanel: una società ricca ti offre molto all'inizio, ma sei tu che devi modellare la squadra a tua immagine e somiglianza.

Sette giocatori nuovi, ma nessuno che abbia davvero migliorato il valore del gruppo sfaldatosi il 17 novembre a Belgrado, dopo l'ultima vittoria in coppa contro Vitoria a Desio, quando era ancora fra le migliori, 4 vinte 3 perse, imbattuta nel campionato che doveva servire da allenamento.

Da quel giorno, rientro ritardato per festeggiare in Serbia il compleanno di Macvan, soltanto delusioni scoprendo ogni giorno una debolezza diversa, nel momento in cui il destino mescolava le carte e chi doveva giocare perdeva l'autostima.

Tormentato divorzio da Alessandro Gentile a dicembre, una caduta libera senza spiegazioni logiche, pesando e misurando giocatori come Hickman e Raduljica che sono stati trovati mancanti come Kalnietis e Dragic.

Servivano correttivi immediati, in regia al centro, invece tutto si sfasciava, lasciando passare gli avversari come la depressione e quando sono arrivate anche le sconfitte in campionato, prima a Venezia, poi contro Reggio Emilia, il gioco si è fatto troppo duro per giocatori che duri hanno dimostrato di non esserlo.

Repesa avrebbe dovuto andare subito al santuario di Medjugorje, vicinissimo al paese dove è nato, perché nessuno avrebbe potuto aiutarlo. La società non ha cercato rinforzi, la maledizione del momento gli ha portato via per infortunio il metronomo Simon, l'uomo di fiducia per la squadra e l'allenatore, poi si è fatto male Cinciarini, nella partitaccia perduta in casa contro Kaunas il 29 dicembre la schiena di Sanders ha ceduto e lo terrà fuori un mese, il più delicato, quello che potrebbe decidere il destino di un allenatore con una bella storia alle spalle, ma dal futuro incerto.

La vittoria sofferta al Forum contro Pesaro, penultima in classifica, l'infortunio a Cerella finito in sala operatoria per la lesione al pollice della mano destra, dicono che questo Emporio Armani resta una squadra nella bufera, accartocciato su stesso, incapace di trovare una coesione di squadra che certo non migliorerà il suo umore nei prossimi giorni. Tre trasferte, due che sembrano impossibili in eurolega (per la Befana a Istanbul in casa del Fenerbache, poi viaggio in casa del CSKA primo in classifica), una per chiudere il girone di andata il 9 gennaio a Desio contro Cantù, rivale antica che sembra aver ritrovato adesso un rendimento degno della sua grande storia.

Chi non ama Repesa, lui ci ha messo certo del suo per non farsi amare da tutti, ne chiede il licenziamento perché le dimissioni, avendo ancora due anni di contratto, sembrano improbabili.

Se saranno ancora bocciature, allora potrebbe davvero arrivare un divorzio anche se con questi giocatori non ci sarà nessun mago per rivedere il sole in Europa, per sentirsi davvero padroni nel povero basket nazionale.