Vincenzo stoppa anche Renzi: "A Palazzo Chigi? Prima devo vincere.."

Un Nibali sempre più dominatore del Tour

Pla d'Adet. È fatto così, Vincenzo: spiana tutto. Le montagne, le diffidenze ma anche e soprattutto i facili entusiasmi. E a chi gli fa notare che questi sono giochini scaramantici, poco degni di una maglia gialla, lui sorride e replica sereno: «Potrei farvi la lista delle corse che pensavo di aver ormai vinto e ho perso. Quindi, pensatela come volete: questo Tour non è finito».

Finiti sono gli avversari. Hanno la lingua a penzoloni e le gambe in croce, ma la maglia gialla invita ad aspettare ancora qualche giorno per i festeggiamenti. Lo stesso trattamento lo riserva anche al premier Matteo Renzi, che in questo Tour sembra aver scoperto anche il ciclismo, nonostante a settembre gli abbiano organizzato un mondiale sotto casa e non si sia fatto nemmeno vedere. «È vero, mi ha mandato un sms per farmi i complimenti e invitarmi a Palazzo Chigi - ha raccontato la stessa maglia gialla -, ma io gli ho risposto che ne riparliamo più avanti, che non è il momento giusto per organizzare certe cose».

E allora di cosa parliamo? gli chiedono. «Della tappa del Tourmalet. Di questa terza tappa pirenaica molto difficile e impegnativa, che ci porterà su in cima a Hautacam. Lo ripeto, sono ben messo oggi, ho incrementato il mio vantaggio, ma non sono abituato a festeggiare prima del tempo».

Ieri però ha corso con grande sicurezza e lucidità: «Mi sono limitato a controllare, senza strafare. Mi sono tornate alla mente le parole di Ivan (Basso, ndr): quando le cose ti vanno bene, non strafare. Mai mortificare gli avversari. E così ho fatto».