La vita della Fede è da sempre una combinata bella e vincente

Dodicesima vittoria in Coppa del mondo per la Brignone: ottima in SuperG, brava in slalom. Pure da piccola ai compleanni voleva fare gare con tanti giochi diversi...

di Maria Rosa Quario

Tre vittorie di fila, quattro nelle ultime sei gare di coppa del mondo. Dici combinata e a Federica Brignone si illuminano gli occhi. È sempre stato così, fin da quando era piccola. Sulla neve voleva fare tutto, dalla discesa allo slalom, e tanto meglio se c'era anche qualche salto da provare in neve fresca. Lontana dalle piste era lo stesso. Il regalo più bello che si poteva farle alle feste di compleanno era organizzare gare di squadra con tanti giochi diversi.

Passano gli anni, ma lei non è cambiata, è la diciannovenne che tocca il cielo con un dito quando a Garmisch si prende il titolo mondiale juniores di combinata, facendo schifo in discesa e orrore in slalom. Vinse, perché non sono tante le polivalenti capaci di fare tutto. Ora le cose sono cambiate. In velocità, e soprattutto in supergigante, Fede è fra le migliori al mondo e anche in slalom se la cava bene, considerando il poco allenamento specifico.

La gara di ieri a Zauchensee è stata tosta. Il superG, fra i più difficili che si ricordino, ha mandato in crisi fior di specialiste, dalla Shiffrin, che si è sdraiata sulla neve a metà gara (era già dietro), a Sofia Goggia, che non ci ha capito niente fin dalla prima curva ed è uscita nel finale. Nicole Delago e Michelle Gisin, seconda e terza sabato in discesa, hanno patito le curve come mai. Sfortunata è stata invece Petra Vlhova, che stava viaggiando forte e sarebbe stata un osso duro per la vittoria finale: ha perso uno sci.

Fede è stata magica. Non perfetta, ma ieri era impossibile esserlo. Quasi come lei, solo 50/100 più lenta, Wendy Holdener, l'atleta che ha costruito la sua fama proprio sulla combinata, con due titoli mondiali consecutivi e il bronzo olimpico. Favolosa è stata anche Marta Bassino: seconda a 22/100 da Federica nel superG, si è poi difesa bene in slalom, perdendo solo una posizione a favore della specialista Holdener, rimasta a 15/100 dalla vittoria che in coppa del mondo insegue da quasi due anni.

Fede invece festeggia la numero 12 della carriera e difende a spada tratta una disciplina di cui molti parlano male. «Non è facile essere bravi nello stesso giorno in una prova di velocità e in una di slalom, fra le donne le polivalenti sono tante e vincere in coppa del mondo è sempre un'impresa». Inutile ricordarle che con i 100 punti di ieri è tornata seconda (dietro alla Shiffrin) nella classifica generale, perché «mancano tantissime gare e il pensiero è solo quello di dare il meglio in ognuna. I conti si faranno a marzo».

Ad Adelboden invece si è dovuto gioire per gli altri. Dopo la batosta del gigante, anche lo slalom (dominato come a Campiglio da Daniel Yule con Kristoffersen secondo) non ha sorriso agli azzurri che possono solo consolarsi per i tre quarti di manche di Alex Vinatzer, uscito per un'inforcata mentre viaggiava con il terzo tempo. È purtroppo confermata la rottura del legamento crociato del ginocchio destro per Manfred Moelgg (operato ieri pomeriggio) e la notizia butta giù ulteriormente il morale alla squadra maschile.