Una volta tutti colpevoli ma adesso tutti innocenti

È vero: ai miei tempi esisteva, per il pilota, l'istintivo consiglio di alzare un attimo il piede, nel momento dell'inevitabile collisione, specialmente per non compromettere tutto o per non danneggiare la macchina - questa era la vecchia regola -. Tempi passati. Andate a dire oggi a Vettel, a Verstappen o a Raikkonen che dovevano cedere, per evitare il peggio. Il primo, in lotta per il titolo mondiale, non ha avuto la sua migliore partenza, ma il regolamento afferma che chi sta davanti ha il diritto di impostare la curva. Se ritiene di doversi spostare verso sinistra, la sua manovra è perfettamente lecita. Quindi la critica di Verstappen è fuori luogo. Nelle fatalità da gara, specie con pista bagnata dalla pioggia, è casuale che Raikkonen, dalla seconda fila, possa aver conosciuto uno spunto migliore. Però, all'interno, la prima collisione è stata quella fra Vermatten e Raikkonen, con la ruota posteriore sinistra della Ferrari divelta. Né si può dare addosso allo stesso Raikkonen, che, con quell'avvio, poteva puntare altrettanto legittimamente a un guadagno di posizione. E, fra due compagni di squadra, non è pertinente il richiamo al famoso doppio incidente Regazzoni-Lauda di Brands Hatch, proprio per la sua ripetitività, oltre a non decidere un mondiale.

Giacché proprio questa è stata la sfortunata congiuntura. Con tante argomentazioni tecniche sul tappeto: una Ferrari riuscita a sopravanzare dello 0,63% la British-Mercedes, non sulla potenza assoluta, come a Francorchamps e a Monza, ma nella distribuzione di tale potenza, per la migliore motricità, con maggiori sforzi di trazione ai bassi e medi regimi di rotazione. E chissà quando ancora, nella lunga e appassionante contesa Ferrari-Mercedes, potrà mai ripetersi una condizione di tanto favore.