Vuelta 15° tappa: presentazione percorso e altimetria

Siamo nel bel mezzo della tre giorni di alta montagna della Vuelta. Oggi tocca all'arrivo in salita di Lagos de Covadonga, cima divenuta ormai classica e unica contrassegnata dalla dicitura "Especial". Insomma, siamo al cospetto di una delle ascese mitiche della corsa iberica

Ancora le salite a farla da padrona alla Vuelta

Tappa breve e tutto sommato semplice, ad esclusione ovviamente della salita finale. Si parte da Oviedo per raggiungere, dopo 150 chilometri, la celebre cima di Lagos de Covadonga. Solo qualche dentello animerà la prima parte, che passerà attraverso Gijon; strade utili a dare il la alla fuga di giornata, che potrebbe avere buone chances di arrivare. Al km 55 il primo sprint intermedio di Villaviciosa. Lo scenario rimarrà sostanzialmente uguale per altri 50 chilometri circa, durante i quali i corridori incontreranno la zona del rifornimento e poco più avanti, a Ribadesella, il secondo sprint intermedio. Nei restanti 40 km ecco i due Gpm programmati oggi.

La prima salita è il Puerto del Torno, 2° categoria: 8 km di ascesa spezzati a metà da un breve falsopiano. Le pendenze sono più dure all'inizio che alla fine, e servirà più che altro a rodare le gambe in preparazione di ciò che verrà dopo. La discesa seguente, una decina di chilometri circa, potrebbe rivelarsi più impegnativa perfino della salita: molte curve e tornanti, con tratti di strada che tornano a salire e poi ridiscendono. Serviranno tecnica e abilità di guida per andar forte su una discesa simile. Un breve falsopiano di una decina di chilometri precede la salita conclusiva: 12 km all'insù che ormai tutti conoscono a memoria o quasi. I primi due terzi sono impegnativi e faranno selezione, la parte finale è decisamente più agevole.

Si comincia a salire al 9% per arrivare, dopo un paio di chilometri, al 14%, poi la salita si attesterà intorno al 10%. Questi 8 km iniziali saranno utili a scremare il gruppo, lasciando davanti solo i migliori più quelli che avranno buone gambe. Poco prima del nono chilometro la strada presenta addirittura una breve discesa, che introduce altri 2 km intorno al 10%. Siamo giunti alla parte più semplice, visto che poco prima del finale il percorso spiana nuovamente per un altro breve tratto di discesa che condurrà fino ai 200 metri finali. Ecco la rampa più arcigna: 18% di pendenza, un arrivo da gambe esplosive che potrebbe non scavare grandi distacchi fra i migliori, come spesso succede con pendenze di questo tipo.

Nel passato recente l'arrivo di Lagos de Covadonga ha spesso sorriso a comprimari giunti in cima dopo fughe da lontano: è il caso di Piedra nel 2012, Barredo nel 2010, Efimkin nel 2007 e ancora Eladio Jimenez nel 2005. Per ritrovare un primattore vincente su questa cima bisogna risalire addirittura al 1997, quando vinse Pavel Tonkov. L'esito potrebbe essere lo stesso oggi, se gli uomini in fuga riusciranno ad arrivare con qualche minuto di vantaggio ai piedi della salita. Fra i big potrebbe esserci attendismo e poca voglia di battagliare per gli abbuoni sul traguardo. Nel caso, la resa dei conti sarà rimandata alla tappa regina del giorno dopo, che presenta ben cinque Gpm.