La Williams comincia con il "Serena Slam"

A Wimbledon batte la Muguruza, ora vuol centrare la grande impresa: "Ma a New York mi aspettano in 127...". Oggi finale uomini tra Federer e Djokovic

nostro inviato a Wimbledon

Serena Williams non è un servizio a 200 all'ora, un colpo bruto, un ruggito del tennis. Serena Williams non è (solo) una cannibale dello sport adesso che ha vinto il suo ventunesimo Slam, il sesto Wimbledon, il quarto grande torneo consecutivo dagli UsOpen 2014 in poi (da ieri, il «Serena Slam»), il terzo di quest'anno (Grande Slam possibile) e che da domani avrà più del doppio dei punti in classifica mondiale della seconda. Maria Sharapova, per dire. Serena Williams non è una senza pietà, anche se ha spazzato via in finale i sogni di Garbine Muguruza, con un paio di c'mon! che hanno scatenato la belva quando era sotto 2-4 e la folla tifava per l'avversaria, o quantomeno per vedere un match. Serena Williams non è insomma quello che pensate, visto che sul 5-1 del secondo set si è pure emozionata da rimetterci quasi la vittoria. Basta scavare un po', vedere per esempio come gioisce con il piatto di Wimbledon in mano, come consola l'avversaria con il sorriso, sentire cosa dice quando vince (e anche quando perde). Serena è una donna (ormai), extralarge non solo nel fisico ma anche nel cuore. E basta parlare con lei un attimo per far uscire concetti interessanti, parole non banali. Questo è il modo per conoscerla davvero.

LA VITTORIA «Garbine mi ha fatto faticare, è stata dura più di tante altre volte. Vi amo tutti, per il supporto che mi date, amo la mia famiglia e alla mia età non sento più la pressione. O meglio, questa volta almeno un pochino l'ho sentita...».

IL GRANDE SLAM «Ho fatto il Serena Slam, è eccitante sentirlo. Non ne volevo parlare perché, se devo pensare a un anno fa, neanche avrei potuto crederci. Il Grande Slam? Beh: a questo punto...».

IL SORRISO «Certo che sorrido, sorrido alla vita e non solo perché ho vinto sei Wimbledon. Beh, credetemi: se aveste vinto tante volte Wimbledon sorridereste anche voi».

LA SCONFITTA «Ho conquistato tanti titoli dello Slam e non avevo bisogno di vincerne un altro. Però perdere non mi fa felice, anche se non mi sento disperata quando succede. Perdere insegna. Ad esempio: a Parigi l'anno scorso con la Muguruza avevo perso. Ho imparato molte cose».

IL TENNIS E L'ETÀ «Sono la più vecchia a vincere uno Slam? Sicuri? Cool . Il tennis mi piace ancora e non sento più lo stress che avevo a 18 anni. Oggi gioco perché mi piace e davvero: mi sto proprio divertendo. È strano essere qui a quasi 34 anni e a volte penso “però, la gente con cui sono cresciuta ora gioca nel Legend Tour: dovrei farlo anch'io?”. Con mia sorella Venus ridiamo molto di questo».

NEW YORK «Sarà dura: ci sono altre 127 ragazze che vogliono battermi. Niente di personale, vogliono solo vincere».

IL RITIRO «Arriverà quel giorno, ma non avrò rimpianti. Mi guarderò indietro e mi dirò: hai fatto proprio un bel lavoro».

Questa è Serena Williams, da domani a caccia del Grande Slam. Se lo merita.

Finale donne: S.Williams b. Muguruza 6-4, 6-4. Oggi finale uomini Federer-Djokovic (dalle 15, Sky Sport)

Commenti

Roberto Casnati

Dom, 12/07/2015 - 11:21

Un grande essere umano che, come tutti i grandi, non ha età.