Lo Zenit: «Saremo sempre felici se tornerà a trovarci»

«Grazie per tutto quello che hai fatto per il nostro club, saremo sempre felici di vederlo a San Pietroburgo. Grazie mister!».
Con un italiano un po' zoppicante, lo Zenit di San Pietroburgo ha dato il benservito a Luciano Spalletti sulla panchina del colosso Gazprom e del primo tifoso Vladimir Putin. Il tecnico italiano era in Russia dal 2009 con un contratto in scadenza a giugno 2015. Spalletti in queste stagioni ha portato a San Pietroburgo due campionati, una coppa e una supercoppa nazionale, facendo diventare lo Zenit l'unica squadra che abbia vinto tutti i principali trofei di calcio dell'URSS e della Russia. Pare sia stata una decisione politica o quasi, presa personalmente dal presidente di Gazprom Alexey Miller nel momento di preoccupante flessione degli utili dell'azienda, considerata l'arma più efficace della Russia nell'era Putin sullo scacchiere internazionale. Spalletti comunque non è esente da colpe, rimasto a digiuno di trofei già l'anno scorso. In questa stagione poi paga gli scarsi risultati: lo 0-0 di domenica contro il Tomsk ha relegato la squadra al secondo posto in classifica con 41 punti dietro alla Lokomotiv Mosca con 43. Inoltre è virtualmente fuori dalla Champions League dopo il 2-4 dell'andata con il Borussia Dortmund.
Al suo posto l'ex giocatore Sergei Semak.