Zhang blinda Icardi ma si scatena la guerra tra Inter e Juventus

Il presidente: «Mauro mai ai bianconeri» Ed è botta e risposta tra i dirigenti dei club

E fu così che il caso Icardi sfociò in un clamoroso match dialettico tra Inter e Juventus. Il tutto mentre i nerazzurri cercano di ricucire il rapporto con il loro ex capitano, la moglie manager Wanda Nara torna nei ranghi e la società si rafforza economicamente. Se la chiamano pazza Inter un motivo ci sarà. Di stare tranquilli non se ne parla, nemmeno per un giorno. E poco importa che domenica sia arrivata una vittoria importante che consolida il terzo posto in classifica.

Ma è proprio il caso Icardi a tenere banco e a far discutere, ancora, a tutti i livelli. Con inevitabile coda polemica. Succede che il direttore sportivo della Juvenrtus Fabio Paratici, dopo aver detto nelle scorse settimane che in estate avevano pensato di ingaggiare Icardi, torni a parlare del centravanti nerazzurro. «Ultimamente non ci sono stati contatti - ha detto il ds bianconero a Radio1 - L'azione era informativa sulla possibilità che Icardi potesse cambiare squadra. Nell'ultimo periodo non c'è stato alcun contatto tra la Juventus e la signora Icardi. Siamo a febbraio, è un giocatore dell'Inter. Queste domande verranno di attualità, o no, a giugno». Parole sibilline, che bastano e avanzano per far esplodere la bomba. Soprattutto quando arrivano all'orecchio del presidente dell'Inter Stevan Zhang e dell'ad Beppe Marotta, con cui Paratici ha lavorato fianco a fianco fino a pochi mesi fa. Proprio da Marotta arriva una replica piccata. «L'affermazione di Paratici è fuori luogo, Icardi è un nostro tesserato ed è giusto che decidiamo noi insieme a lui quello che sarà il suo futuro. E poi allora vale anche per Dybala, vedremo cosa farà a giugno», scatenando così la sfida anche tra le due società.

Eppure a mettere una parola ferma ci ha pensato, o almeno provato Steven Zhang. «Nelle ultime settimane ci sono state tante chiacchiere, voglio mettere fine a queste voci», ha detto il numero uno nerazzurro. «La società ha preso una decisione e lanciato un messaggio per il futuro: la società e il gruppo vengono sempre prima del singolo». Poi un'apertura forte all'ex capitano. «Icardi è un giocatore molto importante per noi, molto professionale. Noi crediamo molto in lui e vogliamo che cresca ancora con noi. Nel gruppo è sempre il benvenuto e presto parleremo del suo rinnovo perché è un giocatore importante per noi. Venderlo alla Juventus? Mai». Ipse dixit. In tutto questo l'altra sera è andata in scena l'ennesima puntata della vicenda. Mauro e Wanda che vanno a San Siro a vedere la gara con la Samp, con la pioggia di fischi appena sono stati inquadrati dal maxi schermo, e poi la presenza a Tiki Taka della moglie-manager. Lì le lacrime di disperazione per la situazione, le parole a supporto del marito «perdere la fascia è stato con perdere una gamba per lui», fino al confronto telefonico con Marotta all'insegna della distensione e del dialogo, con la promessa di far rientrare il caso quanto prima con tanto di proposta di rinnovo di contratto.

Una bel caso per l'Inter. Anche se sul campo la squadra ha risposto alla grande, con la terza vittoria di fila, la seconda senza Icardi. Mentre la società si rafforza ulteriormente. L'assemblea degli azionisti di ieri ha sancito ufficialmente l'ingresso del fondo LionRock Capital in qualità di secondo maggiore azionista del club con il 31,05%, quello rilevato da Tohir.

Nel cda entrano anche Daniel Tseung, fondatore e ad di LionRock Capital, e Tom Pitts. Un segnale importante per una società che vuole continuare a crescere. Ma che al momento non può fare a meno di parlare del caso Icardi e della sua soluzione con tanto di frecciate incrociate con la Juventus. Perché un'Inter senza polemiche, per il momento, non esiste ancora.