Zidane e Simeone, panchine ribaltate

La Champions ha consacrato Zizou al Real. Il Cholo amaro: "Devo riflettere". E l'Inter adesso è più vicina

Milano - Non è detto che una partita ti cambi la vita ma può cambiarti la panchina, perchè perdere una finale di Champions League ai rigori è una botta psicologica da terapia, poi se è la seconda negli ultimi tre anni, e sempre contro i cari cugini blancos, ti mette addosso anche cattivi pensieri. Diego Siemeone c'è dentro fino al collo, lui l'artefice di un ciclo magico con l'Atletico e tante cose da fare ancora in mente, ora non vede varchi, mentre Zinedine Zidane dato per precario ha invece incassato la fiducia di Florentino Perez che lo ha timbrato come guida futura. Esattamente uno scenario opposto al fischio d'inizio della finale di sabato. Un rammarico ancora più pesante per Simeone, visto il valore di questo Madrid, lontano dai suoi giorni migliori. Il gol in fuorigioco nei primi minuti di Sergio Ramos ha condizionato la partita, il Cholo non l'aveva preparata così, l'errore di Griezmann dal dischetto per il fallo di Pepe su Torres ha fatto il resto. L'Atletico si è ripreso ma senza garra e il Madrid non ne ha saputo approfittare, chiuso nella sua metà campo, Ronaldo irriconoscibile anche se non era dato al meglio. Benzema non si è visto, meglio Bale, a sprazzi. Ma questa è la partita che si è vista, sufficiente per l'euforico Perez, dannata per l'Atletico e anche per le nostre squadre, su tutte la Juventus che non gli era inferiore. Zidane comunque entra nell'Albo d'Oro di chi ha vinto la Champions da allenatore e da giocatore, Cholo Simeone in quello dei perdenti.

Quindi ecco cosa sta succedendo, con i tifosi dell'Atletico preoccupati, in prima battuta per lo scenario futuro e in seconda per la decisione che prenderà il Cholo, profondamente deluso. Un capo carismatico che ha inventato una filosofia di vita trasportata sul campo, difficilmente riproducibile con un altro, chiunque esso sia. E sono proprio le confessioni di Simeone, a caldo, ad accentuare la loro tragedia: «Lasciare l'Atletico? È il momento di riflettere, amo questo club e mi sento molto amato. Però dico sempre quello che penso e dopo aver perso due finali credo sia giusto fermarsi e pensare».

Ma come, ci aveva abituato a rialzarsi prima ancora di toccare terra, ora invece è il più provato e lo dice subito: devo riflettere. In casa Atletico sta cambiando l'aria, ieri i quotidiani parlavano solo di questo mentre analizzavano la sconfitta di San Siro: «Perdere due finali è un fallimento, ma bisogna accettare il verdetto, fare i complimenti al Real e leccarsi le ferite a casa. Chi vince è sempre il migliore», ha aggiunto Simeone, con un tono e una rassegnazione che nessuno immaginava. Invece è andato al tappeto: «Per un club come l'Atletico giocare due finali di Champions League in tre anni è qualcosa di meraviglioso, un grande risultato, me ne rendo conto, però io non riesco ad accontentarmi. Abbiamo dato tutto, ma mi fa male vedere la nostra gente soffrire».

Potrebbero essere solo dichiarazioni dettate dal momento ma si sta facendo largo un'ipotesi affatto visionaria. Il Cholo ha pensato di fermarsi ma sa che non sarà per molto. Gira la voce che l'Inter non sia così lontana dal suo futuro, ha ancora un anno di contratto con l'Atletico ma potrebbe lasciare subito in attesa di una chiamata da corso Vittorio Emanuele mai così prossima come in queste ore. Non per arrivare subito a giugno ma con una serie di strategie che potrebbero già prendere forma in tempi brevi. Mancini non sembra più così convinto di restare in un club che a parole lo segue, nei fatti lo frena. È stato trattato come nessuno dei suoi colleghi in questa stagione, eppure Mancio è riuscito a scavare buche sul suo cammino. Ora se dovesse dire a Thohir che ha una mezza richiesta, il presidente non ne sarebbe sorpreso e ne prenderebbe atto. Scenario possibile, magari non immediato. Ma il Cholo per la prossima stagione ad Appiano, i bookie non tarderanno a bancarlo molto basso.