Dalla zona Cesarini alla zona Sergio Ramos Ecco il bomber dei minuti di recupero

Il difensore del Real è abbonato ai gol allo scadere. E se li è pure tatuati

Lui sostiene di essere stato un pequeñito della provvidenza e di aver segnato gol sul filo del rasoio fin da quando, centrocampista con proiezioni offensive, vestiva la maglia dei bambini di belle speranze del Siviglia. Ci vorrebbe una ricerca da topo di biblioteca negli scantinati dei giornali sportivi andalusi per capire se non si tratta di un bluff generato dall'entusiasmo di queste settimane. Certamente in appena 120 giorni Sergio Ramos si è dimostrato a dir poco mostruoso nel mettere al sicuro il risultato del Real Madrid. Persino più decisivo di Benzema, o di un Gareth Bale costretto ai box da un lungo infortunio. Ormai ci sta prendendo l'abitudine, quando sembrava che la rete last-minute contro l'Atletico Madrid, quella che propiziò la scalata della Decima a Lisbona, fosse un episodio di una straripante carriera e nulla più. E invece no, perché Sergio Ramos è diventato l'arma segreta dei merengues mentre il suono sinistro di una debacle comincia ad essere assordante. E se l'arbitro concede un briciolo in più di recupero, sono dolori per chiunque.

È affezionato al 93esimo, ed è proprio in quei pochi secondi che colpisce a rete (di testa). Ha salvato Zidane sabato dalla difficile sfida contro uno scorbutico Deportivo La Coruña. Una settimana prima aveva messo le cose a posto contro il Barcellona nel Superclasico più atteso al mondo, ma aveva propiziato l'arricchimento della Real bacheca in estate, quando nella fredda Trondheim era riuscito a pareggiare i conti con il Siviglia. Regalando il tempo necessario a Carvajal di ribaltare tutto nei supplementari e mettere le mani sulla Supercoppa europea. In vista degli ottavi di finale di Champions League, il Napoli dovrà tener conto anche di questa ennesima freccia del già capiente arco di Zizou.

Nel frattempo Ramos si gode il momento cabalistico, regalandosi un articolato tattoo sulle dita della mano sinistra, pollice escluso, e postandolo su Twitter. Il 90+ sul dito medio ricorda i gol in extremis, il 35 sull'indice e il 32 sull'anulare, sono invece i numeri di maglia che scelse all'inizio della sua carriera nel Siviglia. Poi c'è il 19 sul mignolo, ovvero il giorno del debutto con la nazionale spagnola in una sfida amichevole contro la Cina, ma anche l'età del matrimonio con la camiseta blanca. E poco importa se la giuria del Pallone d'Oro non l'ha inserito nella lista dei venti fenomeni del pianeta. «Per lui oggi parlano anche i gol - racconta il compagno di squadra Luka Modric - e quando vuole segnare lo fa. È come se sentisse dentro che è arrivato il momento». Di testa e al 93esimo.