Sportello pro-vita per sostenere le donne incinte che hanno difficoltà

Il centrodestra: «Non una crociata contro l’aborto, ma una battaglia di civiltà e di informazione»

Sono trascorse solo due settimane dall’approvazione dell’ordine del giorno «Diritto alla vita - Rivedere la 194», ma l'iniziativa, sostenuta dal presidente del consiglio municipale Marco Petrelli, e promossa dal XX municipio guidato dall’Udc Massimiliano Fasoli, già comincia a dare i suoi frutti. È attivo infatti da ieri, presso il municipio di via Sabotino 4, uno sportello pro-vita, un centro di ascolto a favore del diritto alla maternità che sostiene le donne incinte in difficoltà a portare a termine la gravidanza con un supporto psicologico. Un segnale sociale concreto affidato all’associazione di volontariato «Movimento per la vita» che mira a garantire una reale possibilità di scelta per la potenziale madre attraverso una capillare attività di assistenza e informazione, a sostegno della vita stessa, messa a punto da personale qualificato. «Lo sportello di aiuto alla vita - ha dichiarato il presidente Fasoli- non è una contrapposizione alla 194, ma solo un’alternativa sociale coerente con l’art. 1 e 2 della legge in cui vengono riconosciute e promosse dallo Stato “le iniziative che contribuiscano a far superare alla donna le cause che potrebbero indurla all’interruzione della gravidanza”». Soddisfatto per l’approvazione del provvedimento, Petrelli, secondo il quale «il diritto alla procreazione e il valore sociale della maternità devono essere tutelati, con la speranza che anche gli altri 18 municipi romani aderiscano all’iniziativa». Gli esponenti del centrodestra hanno tenuto inoltre a precisare che tale progetto non deve essere considerato come una crociata contro l’aborto, ma semplicemente come una battaglia di civiltà e di informazione a tutela dei cittadini. «Il centro di ascolto non vuole sostituirsi ai consultori - hanno spiegato -, ma ha l’intento di aiutare le donne a trovare soluzioni idonee in un momento così delicato».
Particolare rilevante del progetto sperimentale è il fatto che il servizio di sostegno alla maternità non è finanziato con la somministrazione di contributi pubblici. L’apertura dello sportello è, infatti, a costo zero e valorizza l’esperienza del volontariato.