Sportlunedì

L’Inter pareggia la sua nona amichevole estiva e chiude qui, a Ginevra, territorio neutro, 2-2 in rimonta contro l’Olympiakos Pireo in dieci per un’ora. Gasperini l’ha rivoltata come un calzino, niente a che fare con quella di Pechino, modulo cambiato almeno tre volte contro i greci, difesa sempre in affanno, a tre o a quattro, con o senza Ranocchia. Altre cose belle: in dieci l’Olympiakos ha segnato due volte e poteva farne quattro, Cambiasso è uscito nel finale subito preso in consegna dai massaggiatori dopo un tentativo di rovesciata. Prima diagnosi: niente di preoccupante, è solo una botta.
Gasperini comunque ha lanciato l’allarme: «L’Inter deve giocare tante partite, siamo pochi e siamo contati». Quando gli hanno ricordato che i nomi in arrivo sono importanti e dove casca, casca bene, lui, per niente su di giri, ha replicato: «La società sa cosa deve fare».
Ma nessuno è certo che arrivi un’altra punta. Il City non scarica Tevez senza un montepremi di euro, Lavezzi lascia Napoli solo per i 31 di clausola rescissoria perché De Laurentiis magari straparla ma non è fesso e poi Pandev guadagna il doppio dell’argentino. Resta Forlan, costa poco, ha un ingaggio umano, è il più vecchio.
È in mezzo e dietro che l’Inter si trascina, mancava Stankovic e soprattutto Sneijder, in permesso, dietro non c’erano Lucio e Maicon operato al ginocchio ieri sera in Brasile, rientro a ottobre, e i sostituti hanno messo paura, senza distinzioni. Male Castaignos, malissimo Alvarez, avvilito Milito che li aveva ai lati nel primo tempo. Zanetti in giro a mettere pezze. Obi sgobba, finisce per farsi apprezzare per la quantità, invece il ragazzo, uno dei pochi col passo breve, ha anche qualità. Motta, Cambiasso, Chivu e Samuel lontani da una condizione accettabile. Anche Samuel, nonostante rimanga una spanna sopra gli altri. Pazzini ha segnato le due reti della rimonta, due gol a modo suo, un po’ in mischia, un po’ in giravolta, un gol lo ha fatto anche Pandev, regolarissimo ma dopo un fischio dell’arbitro per fuori gioco inesistente. Ma quello che ha colpito è stato il naufragio tattico, l’immobilità della difesa, macroscopica sul primo gol, la mancanza di idee in mezzo dove Wesley Sneijder serve come il pane. Sparita l’Inter che ha incantato per mezz’ora a Pechino con quei passaggi stretti che avevano ridicolizzato il Milan. Insomma male, peggio di così quasi impossibile, quindi ottimismo, i campioni del Mondo non possono che migliorare.